Gambe leggere, anche in estate

Dott. Emilio Minelli
Dott. Emilio Minelli

 

Consulenza di Emilio Minelli, medico esperto in medicine non convenzionali

Siamo in estate e aumenta la temperatura che può portare con sé un disturbo piuttosto fastidioso: le cosiddette “gambe pesanti”, cioè quella sensazione di gonfiore, rigidità e, ovviamente, di pesantezza a carico degli arti inferiori. La causa è proprio l’aumento della temperatura che dà origine a una vasodilatazione, ossia un’espansione dei vasi sanguigni che rallenta il “ritorno venoso”, cioè il percorso che il sangue compie dalla periferia del corpo verso il cuore; questa “stasi” sanguigna aumenta la ritenzione dei liquidi nelle estremità. Lo stesso problema accade alla circolazione linfatica, che dovrebbe assicurare l’eliminazione delle sostanze di scarto attraverso i reni. Se questo meccanismo rallenta, il tessuto delle gambe diventa una specie di spugna che trattiene i liquidi fra una cellula e l’altra (nello spazio interstiziale). Si formano così gli edemi alle gambe, quei caratteristici gonfiori che provocano la spiacevole sensazione di pesantezza. Quando il ritorno venoso rallenta anche la circolazione arteriosa, attraverso la quale il sangue compie il percorso inverso: dal cuore verso le estremità, non garantisce più il nutrimento e l’ossigenazione dei tessuti. Si instaura così una specie di “circolo vizioso” che si autoalimenta.

Evitare il disturbo cronico
È importante distinguere se la sensazione di pesantezza alle gambe è solo la conseguenza di un aumento della temperatura ambientale o se, invece, è un fenomeno che tende a ripetersi nell’arco dell’anno: in questo caso è meglio rivolgersi subito a un angiologo (il medico specializzato nella cura delle vene) il quale eseguirà un esame ecografico particolare, l’eco color doppler, per scongiurare il rischio di una insufficienza venosa, cioè di un rallentamento cronico della circolazione che può portare alla formazione delle varici (dilatazioni delle pareti venose visibili attraverso la pelle). In ogni caso, anche se il fenomeno delle gambe pesanti è circoscritto all’estate è opportuno correre presto ai ripari per evitare che diventi, comunque, cronico e porti lo stesso a un’insufficienza venosa. Infatti, il ristagno di liquidi provoca una sollecitazione continua delle pareti dei vasi che finiscono col perdere elasticità e tonicità due caratteristiche fondamentali che garantiscono l’efficienza della circolazione.

Un aiuto dalle piante…
Il fenomeno della vasodilatazione e il conseguente rallentamento del circolo sanguigno possono essere contrastati con la fitoterapia, cioè l’uso di sostanze che agiscono come farmaci ma che non sono prodotte per sintesi chimica, bensì estratti al mondo vegetale. Le piante che si rivelano efficaci in questo caso sono il Cipresso perché è un vasoprotettore, cioè protegge le vene neutralizzando l’azione dei radicali liberi, contenuti nei liquidi di scarto che ristagnano nei tessuti; inoltre è un vasocostrittore, ossia contrasta la vasodilatazione aiutando a mantenere la tonicità del tessuto venoso. Un’altra pianta indicata contro i problemi circolatori è il Meliloto perché fluidifica il sangue; agisce anche sulle contrazioni muscolari della vene favorendo il ritorno venoso. Infine, contro le gambe pesanti è utile la Centella asiatica perché, oltre ad avere un’azione drenante, ossia a favorire la purificazione dell’organismo facilitando l’eliminazione delle scorie e il ricambio dei liquidi, agisce anche sui tessuti delle vene migliorandone la funzionalità.

Come attuare la terapia
Il consiglio è di utilizzare queste tre erbe in sequenza e per cicli in modo da evitare che l’organismo si abitui al principio attivo e che questo perda di efficacia. Con le cure cicliche e in sequenza si evitano anche gli effetti collaterali dovuti all’accumulo di sostanze nell’organismo che, a lungo andare, possono dare tossicità. Allora, si può cominciare effettuando un mese di cura con il Cipresso, sfruttando le sue caratteristiche vasoprotettrici; successivamente si può fare un mese con il Meliloto, che favorisce una buona circolazione del sangue; infine assumere per altri trenta giorni la Centella asiatica, per drenare l’eccesso di liquidi e rinvigorire il tessuto venoso. Tutte e tre queste erbe devono essere utilizzate sotto forma di tintura madre e in dose di 30 gocce per tre volte al giorno. I tre cicli possono essere abbinati all’uso di creme a base di Vite rossa o di Ruscus, che hanno la funzione di rinvigorire la struttura delle vene e di agevolare la circolazione, e che si possono applicare sulle gambe un paio di volte al giorno. Occorre ricordare che la fitoterapia, così come l’applicazione di creme a base di erbe, è da evitare in caso di gravidanza e di allattamento; infatti, anche se il fenomeno delle gambe pesanti è frequente nei nove mesi le cause non sono da imputare alla vasodilatazione da calore, ma alle modificazioni ormonali e all’ingrossamento dell’utero che preme sulle vene delle gambe ostacolando il ritorno venoso. Poiché non si può escludere che vi siano rischi per il feto è indispensabile rivolgersi al ginecologo quando le gambe appaiono gonfie; anche perché il disturbo può essere il campanello d’allarme della preeclampsia, una patologia catatteristicha della gravidanza che si accompagna all’innalzamento della pressione arteriosa e che non ha nulla a che vedere con la vasodilatazione. Per quanto riguarda l’allattamento, se questo avviene al seno, è altrettanto impossibile escludere che le tracce del rimedio vegetale possano giungere al bambino attraverso il latte materno, quindi è meglio evitare rischi inutili.

… e dagli alimenti
Per potenziare l’effetto della fitoterapia è utile seguire alcune regole alimentari come la riduzione del sale che aumenta la ritenzione idrica, meglio sostituirlo con erbe aromatiche; inoltre è opportuno ridurre il consumo di carne, magari alternandola con bistecche vegetali a base di soia; diminuire i grassi di origine animale e, naturalmente, incrementare l’apporto di acqua (almeno due litri al giorno) che favorisce il ricambio dei liquidi. Accanto a queste regole di base, da seguire anche come forma di prevenzione del disturbo, è opportuno inserire nell’alimentazione alcuni cibi che hanno la caratteristica di favorire la diuresi, cioè l’eliminazione delle scorie: fra questi ci sono il cocomero, la cicoria, la papaia, e di altri alimenti che invece migliorano il drenaggio, ossia la capacità degli organi emuntori (come il fegato, i reni, ma anche la pelle) di smaltire le scorie accumulate nei tessuti: in questo caso vanno bene la catalogna, gli asparagi e il pomodoro. Infine alcuni alimenti, come i mirtilli, i frutti di bosco, le fragole e le ciliegie, contengono vitamina C e antiossidanti utili per favorire la circolazione; infatti la vitamina C, non solo fluidifica il sangue, ma rinforza le pareti dei vasi; mentre gli antiossidanti, presenti nei pigmenti rossi di questa frutta, neutralizzano i radicali liberi che aggrediscono i tessuti muscolari e connettivali che avvolgono le vene, proteggendoli dall’invecchiamento e dalla perdita di funzionalità. Utilissimo anche l’ananas che grazie al suo potere antinfiammatorio normalizza le irritazioni provocate dal ristagno di liquidi. Anche il peperoncino è un valido tonico utile per favorire la circolazione, inoltre è ricco anch’esso di vitamina C, così come ne contengono i peperoni e gli spinaci. Infine, se le gambe oltre all’edema presentano alcune vene un po’ in evidenza è il caso di inserire le carote nella dieta, perché contengono beta carotene che serve per produrre (al bisogno evitando dannosi accumuli) la vitamina A, che favorisce la cicatrizzazione della pelle.