La via trascendentale della meditazione

meditazione trascendentaleIl sapere più alto è la conoscenza di sé. Esortava Socrate a questa conoscenza l’oracolo di Delfi ed è un’aspirazione di tutte le filosofie. Tuttavia non basta volerlo per giungere alla consapevolezza di sé: occorre disciplina e soprattutto la capacità di far cadere quel velo di illusione che nasconde la vera realtà. Ma, soprattutto, occorre il silenzio nel quale meditare e riconnettersi con la propria vera essenza. La via del silenzio è stata sempre la strada prescelta da filosofi, mistici e anche dagli scienziati proprio perché consente di isolarsi dall’ambiente esterno e riappropriarsi del proprio mondo interiore.
La pratica meditativa produce un benessere psicofisico che sembra trovare conferme anche da alcuni studi; per esempio, si è notato che durante la meditazione aumenta la produzione di endorfine (sostanze che inducono il buonumore) mentre diminuisce la secrezione di ormoni legati allo stress (come l’adrenalina).

Come imparare a meditare
Non è sempre necessario seguire dei corsi per imparare a meditare, a meno che non si voglia diventare seguaci di una particolare scuola. In linea di principio la meditazione è un fatto strettamente personale. Ciascuno sceglie la propria musica, il proprio profumo e naturalmente, un proprio angolo della casa nel quale sia possibile isolarsi e dove non rischiare di essere disturbati. Per favorire lo stato meditativo si possono fare delle visualizzazioni, anche queste vanno scelte in base alle preferenze personali. L’obiettivo è quello di riuscire a osservare i propri pensieri in uno stato di presenza vigile, ma senza giudicarli, senza sforzarsi di stabilire nessi logici fra loro. Per questo può essere utile immaginare di vederli scorrere su una parete bianca: come se si assistesse a una proiezione senza sonoro. L’audio è fornito dalla musica che ciascuno avrà scelto per sé perché avrà notato che agevola la meditazione. Può darsi che occorra tempo per trovare il proprio posto, il proprio ritmo e il profumo più adatto. Può anche darsi, invece, che queste sollecitazioni sonore e olfattive non siano necessarie e che una persona possa trovare stando comodamente seduta in poltrona il momento giusto per meditare. Un aiuto alla concentrazione viene anche dalla recitazione di un mantra; anche in questo caso ciascuno può trovare il suo, l’importante è che produca l’effetto desiderato. Un suggerimento può essere quello di recitare il classico “OM”: questo suono produce delle vibrazioni che dalle corde vocali dilagano come un’onda benefica in tutto l’organismo soprattutto producono una vibrazione positiva nella gabbia toracica e nelle vie respiratorie superiori in generale che facilitano la sincronizzazione del respiro con i pensieri.
Anche per il tempo non vi sono linee guida valide per tutte, in genere due spazi da venti minuti ciascuno sono sufficienti: si può meditare al mattino appena svegli e alla sera prima di coricarsi.

La meditazione trascendentale
Con Meditazione Trascendentale, termine che ha assunto quasi valore di marchio, si intende la pratica meditativa diffusa da Maharishi Mahesh Yogi, il quale dopo essersi laureato in fisica ad Allabhad, divenne discepolo di Swami Brahmananda Saraswati, noto come Guru Dev, che venne definito l’incarnazione della verità. Dopo questo percorso spirituale accanto al Guru Dev Maharishi nel 1957 fonda il “Movimento di rigenerazione spirituale per la diffusione del programma di Meditazione Trascendentale (M.T.) in tutto il mondo. Il pensiero di Maharishi si rifà alla tradizione Vedica dell’India che si ricerca la vera essenza nell’apparenza; infatti, la M.T. si propone di arrivare alla profonda consapevolezza di sé.

M.T. e lo stadio di coscienza superiore
Grazie alla Meditazione trascendentale è possibile “fare un tuffo dentro se stessi”, entrare cioè in uno stato di coscienza diverso dalla veglia, più simile a una “sonnolenza vigile” che viene definita IV stadio di coscienza, distinguendolo così dalla veglia, dal sonno rem e dal sonno profondo.
Sembrerebbe che questo stato di profondo rilassamento produca una variazione nell’attività elettrica del cervello: l’attività cerebrale si riduce sino a raggiungere uno stato di minima eccitazione. Si genera uno stato di profonda coerenza fra le strutture cerebrali è come si un’orchestra fosse pronta per suonare con tutti gli strumenti accordati e attendesse solo il cenno del direttore d’orchestra. Questo particolare stato ha lo scopo di “resettare” le strutture cerebrali e predisporle per il funzionamento a “pieno regime”; quindi secondo la MT il cervello durante la meditazione si trova in uno stato di potenziata ricettività e le nozioni, più in generale ogni sorta di gli input, che successivamente riceve vengono assimilati nel migliore dei modi.

I benefici all’equilibrio psicofisico
Secondo Maharishi la meditazione trascendentale porta molti benefici non solo alla salute perché riduce il livello di stress e tutte la malattie ad esso correlate come l’ipertensione, le malattie cardiache e anche quelle metaboliche. Ma dalla MT traggono anche notevole beneficio quelle parti della psiche che hanno a che fare con l’emotività e la creatività. Pare, infatti, che praticare la MT migliori le performance lavorative e le capacità di apprendimento.
In ogni caso lo stato di calma che si prova quando si medita con la MT dà benessere chi l’ha provata dice che si ha la sensazione di un’onda che improvvisamente si calma nel mare. La sensazione di calma che avvolge la persona dopo la meditazione ha un potere rivitalizzante ed energizzante, dopo la meditaizione viene spontaneo seguire un comportamento che si trovi più in accordo con le leggi naturali.

In cosa la MT si distingue
Secondo Maharishi la MT si differenzia dalle altre tecniche meditative perché non richiede alcun controllo né sul corpo né sulla mente e non richiede neppure d’essere praticata in un luogo particolare, per esempio la si può praticare in ufficio oppure in metropolitana ed è più facile raggiungere sin dalla prima volta lo stato di rilassamento perché non occorrono esercizi di visualizzazione o altro.
Per imparare questa meditazione, però a differenza delle altre, non è possibile porsi come autodidatta, occorre l’intervento di un insegnante abilitato.meditazione trascendentale