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La mia socia se n´è andata

Da alcuni mesi la socia con la quale codividevo un´attività di servizi mi ha lasciato. Ciò che mi ha fatto male è sentire che dopo anni di lavoro insieme mi ha dipinto, presso conoscenze comuni, come se fossi una strega.La settimana scorsa, in occasione del mio compleanno, mi ha chiesto di vederci e di prendere un caffé insieme: sono stata contenta di vederla, credo di volerle ancora bene e di averla perdonata. Da quando ci siamo viste, però, mi sento strana e sono distratta: mi sono fatta male a una mano, mi sono scottata togliendo una pirofila dal forno e, inavvertitamente, mi sono fatta cadere il ferro da stiro sul piede.Lo so che è strano ma continuo a pensare che questi eventi siano legati a quell´incontro. 
                                                            Sandra, Ravenna


La sua sensazione potrebbe avere un fondamento... forse lei razionalmente ha compreso le motiviazioni della sua ex socia e pensa di esserci passata sopra, ma magari il suo inconscio le sta dicendo che non è proprio così. Provi a domandarsi se per caso lei non stia negando la rabbia che prova verso la sua ex socia per il dolore che le ha provocato lasciandola in malo modo. Potrebbe scoprire che la rabbia negata e non riconosciuta finisce per ritorcersi contro di lei e la porta a farsi del male. Potrebbe essere che lei faccia male a se stesa per non farlo alla sua ex socia. Magari può esserle utile avere un chiarimento con la sua ex socia e dirle ciò che prova (dalla sua lettera sembra che non lo abbia ancora fatto). Altrimenti provi a pensare a come canalizzare la sua rabbia e a sfogarla, magari su un cuscino oppure correndo, o in un altro modo che le permetta di scaricare la tensione senza farsi male.                                                                      

Nicla Vozzella



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Questione di tempo...

Spett. Redazione,
Vi scrivo perché mi sento vuota, senza interessi, è come se una parte di me, ora che i figli sono grandicelli, non riuscisse a riemergere dalla vita familiare e dalle sue incombenze ed è come se io non riuscissi a ritrovare il mio spazio per fare le cose che mi piacciono; ma il problema principale è che a questo punto non so più cosa mi piace. C´è un rimedio che potete consigliarmi?
                             
                                           
                                    Mara, Treviso



Cara Mara, in questa rubrica non diamo rimedi, negli altricoli ne parliamo, ma qui proviamo solo a lasciare libero sfogo alle emozioni. Sono certa che glielo avranno già detto; quindi non credo di dirle nulla di nuovo. D´altra parte credo proprio che l´unica cosa che per ora, in questa fase di apatia, può provare a fare è ricavarsi degli spazi tutti per sé anche se, al momento, non sa come occuparli.
Spesso rinunciamo a ciò che ci piace perché occupiamo il tempo con mille cose che "dobbiamo" o almeno sentiamo di dover fare. Provi a ricavarsi un paio d´ore alla settimana e informi la sua famiglia che quel tempo è solo per lei, che non vuole essere disturbata. Pian piano vedrà che ritroverà la voglia di occupare quello spazio con qualcosa che davvero le piace. Non si metta fretta, magari sperimenti, può darsi che i suoi gusti nel tempo siano cambiati: si ascolti, provi a conoscere la nuova Mara. Non le dico di seguire corsi di ginnastica o di pittura, non so cosa le piace, la invito a chiederselo e a sperimentare di tutto, anche le cose che un tempo, magari non la interessavano... Sperimenti, sperimenti, si sia del tempo, si riappropri di un po´ di tempo tutto per lei, poi il modo di impiegarlo verrà da sé...
                                   

                                                  Nicla Vozzella

 



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Amore

Perché dare un nome ai sentimenti?

Lavoro con una signora che mi piace molto, ma è sposata e si capisce che è una donna seria e rispettabile; quindi, immagino che sia fedele al marito. A volte, però, sembra che lei contraccambi il mio interesse, ma non sono sicuro. E´ una donna che mi intriga e vorrei conoscerla meglio. Io, però, sono all´antica e mi dico: che senso ha sconvolgerla se poi ciò a cui possiamo aspirare non sarà l´amore con la "A" maiuscola?
                         
                                          Davide, Avellino



Caro Davide, le sue preoccupazioni le fanno onore, ma secondo lei ha davvero senso farsi tutte queste domande? Innanzitutto, non è detto che debba sconvolgerla... magari lei se lo aspetta. Inoltre, non faccia l´equazione fedeltà=serietà, potrebbe rimanere stupito nello scoprire quanto spazio c´è per amare nel cuore di una persona e di quante persone possano trovarvi posto senza che nessuna ne debba soffrire; tutto ciò non ha nulla a che fare con l´essere o meno persone serie e rispettabili. Infine, e questa è una considerazionde generale, lasci perdere le definizioni: qual è l´amore con la A maiuscola e quale quello con la minuscola? Abbiamo così poche categorie per così tante sfumature di sentimenti e di emozioni che non è possibile, e non è nemmeno salutare, incasellare in una di esse ciò che proviamo. Si lasci andare e si avvicni con garbo e con la sensibilità di cui certamente è capace, visto le preoccupazioni che lei stesso esterna, e poi lasci che l´altro scelga come risponderle. Un modo e uno spazio per procedere insieme... se lo vorrete... lo troverete.

                                                   
                                                        Nicla Vozzella



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La mamma per amica?

Da quando mi sono separata sono andata a vivere da sola ho riconquistato la mia indipendenza e sono serena. A volte, però, diventa difficile andare d’accordo con mia mamma che da quando sono sola è tornata a essere la mia migliore amica.

Vorrei sentirmi più libera!

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Il suo desiderio stride col fatto d’aver eletto a migliore amica sua madre. Credo che i ruoli vadano rispettati perché hanno una funzione: un madre fa la madre, le nostre amiche fanno le amiche. Ci pensi e vada verso la sua libertà.

Nicla Vozzella



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L´importanza dei propri bisogni

Quest’anno, ancora una volta sono andata al mare con i miei genitori e con il mio fidanzato. L’anno scorso mi ero ripromessa che sarebbe stata l’ultima volta, ma poi ci sono ricascata. Mi dispiace per i miei, sono anziani, si sentono soli. D’altra parte, il mio fidanzato non si lamenta, viene al mare con noi volentieri, poi però mi lascia da sola per andare a fare lunghe immersioni. Quando gli faccio osservare che mi lascia sola con i miei e che mi annoio, lui obietta che tanto io non ho il brevetto da sub e quindi non potrei seguirlo.

Così mi trovo in trappola: non riesco mai a fare ciò che vorrei, cerco di non deludere i miei e li sopporto ed evito di discutere con il mio ragazzo.

Come posso risolvere la questione senza contrariare nessuno?


email firmata


Cara Lettrice,

purtroppo per crescere qualcuno bisogna contrariare, poi le fratture si ricompongono ma a volte i tagli sono necessari. Ci hanno abituato a considerare egoiste le persone che tengono in considerazione i propri bisogni e così alcune di noi pensano che i desideri degli altri debbano venire sempre prima, solo così ci sentiamo brave e degne di quell’amore a cui tanto aneliamo.

Invece, avere a cuore ciò che desideriamo è il primo passo per incamminarci verso la felicità e per mostrare agli altri come vogliamo essere amate.

Come avrà visto, se legge la nostra rubrica, noi non abbiamo certezze; in ogni caso, un piccolo consiglio glielo posso dare. Faccia come Giulia Roberts nel film “Se scappi ti sposo”: provi a capire come le piacciono le uova! Non so se ha visto il film, è la classica commedia americana; tuttavia contiene una metafora interessante. La protagonista passa da un futuro marito all’altro scappando al momento del sì. Non è in contatto con i suoi desideri e così si adatta di volta in volta a quelli del partner, persino con le uova fa così: le mangia in camicia o strapazzate o cucinate in altro modo a seconda di come piacciono al fidanzato di turno. Per una serie di vicissitudini, che non le sto a raccontare (semmai noleggi il film), dopo l’ultimo matrimonio dal quale è scappata, finalmente la protagonista decide di prendersi del tempo per sé. Fra le tante cose che farà dedicherà del tempo a cucinarsi le uova in tutti i modi possibili per capire come realmente le piacciono.

Ecco, fuor di metafora, si prenda anche lei una pausa dai bisogni dei suoi genitori e da quelli del suo fidanzato e scopra cosa vorrebbe lei, come dovrebbero essere le sue vacanze ideali. Poi, proponga a chi dice d’amarla di rispettare le sue esigenze e se crede di condividerle. Se non riconosce lei i suoi bisogni non lo farà nessun altro. Dunque, coraggio, scopra come le piacciono le uova!!

Nicla Vozzella

 

 



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L´ex che diventa amante

Da tempo sono single ma continuo a vedermi con il mio ex fidanzato che ora ha moglie. Lui dice d´amarmi, però ha sposato un´altra. Io gli credo, eppure a volte vorrei chiudere…


email firmata

 


A volte converrebbe dare retta ai nostri impulsi. Chissà perché non lo facciamo?!

Non so se questa relazione, che da ufficiale ora si è trasformata in “clandestina”, può essere appagante, questo può dirlo solo lei.

Quanto all’amore di lui, mah, chi può dirlo, in ogni caso dev’essere un tipo confuso.

L’unico suggerimento può essere quello di darsi un tempo, trascorso il quale lei, e solo lei, potrà decidere se continuare oppure no. Non credo che imporre un aut aut al suo amante possa servire.

Nicla Vozzella



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Anthropos Magazine - Registrazione del Tribunale di Milano n° 890 del 23/12/2004 – Direttore responsabile Nicla Vozzella
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