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Il tabù della morte

Egregio Direttore, le scrivo perché vorrei farle un´osservazione in merito al suo editoriale. Anche se ciò che scrive è interessante, non mi propone una soluzione alla fine. Mi lascia lì così... mi vien da dire: "e allora?". Vorrei sapere qual è la sua posizione in merito al suicidio assistito.
Grazie.
Luigi

Caro Lettore, come potrei proporre una soluzione? L´editoriale è frutto di una riflessione personale su un fatto di attualità. Banalmente si suol dire che di fronte alla morte e alla nascita siamo soli e quindi io aggiungo che nessuno può decidere per gli altri. La vicenda di Welby mi ha fatto riflettere, ma non posso dire di aver sviluppato una teoria o un´opinione definitiva in merito. Credo che fino a quando ciascuno di noi è vivo non può davvero pensare alla propria morte. Epicuro diceva pressapoco: "la morte per noi non è perché quando noi siamo la morte non è venuta e quando la morte è venuta noi non siamo più".
Personalmente le direi che il mio desiderio, adesso che sto bene, sarebbe quello di non soffrire e di non protrarre le sofferenze a lungo, ma non so dirle se mi trovassi nella situazione di Welby se davvero potrei optare per una morte dolce. Tuttavia, è mia opinione che ciascuno debba decidere per sé e che, in ogni caso, l´aver procurato la morte di Welby non mi sembra un reato: era così determinato nel cessare di vivere! L´unico mio dubbio sta nel fatto che mi piacerebbe avere la certezza, ma per il solo bene di Welby, che egli abbia potuto davvero scegliere e che non abbia davvero ravvisato nella sua vita un motivo per continuare ad esistere.
Tornando all´editoriale e alla domanda che lei mi pone, le posso solo rispondere che io non mi sento di classificare gli atti umani, legati a queste intime questioni, in "giusti" o "sbagliati".
Credo che in ogni tempo e in ogni luogo esistano degli atti giusti o sbagliati "per noi".
Mi auguro di aver risposto alla sua domanda, mi perdonerà se so farlo solo nel modo valido, oggi, per me.
                                                 Nicla Vozzella



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Cinema

Gentile Redazione, vorrei sapere perché non parlate di cinema... non è pur sempre un´attività che concerne l´uomo?
                                                        Marisa, Varese

Gentile Marisa, non è escuso che prima o poi se ne parli...
 
                                                                  Lo Staff di AM



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La scelta del terapeuta

Spettabile Redazione,
ho visitato il vostro sito e ho visto che spesso parlate di medicine alternative e intervistate specialisti che se ne occupano. Ma, oltre ai vostri consulenti, vorrei sapere come scegliere un terapeuta affidabile visto che, nell’ambito delle medicine alternative, ve ne sono molti di improvvisati. Grazie

                        
email firmata

Gentile Lettore,
la scelta di un terapeuta è sempre un atto che ha a che fare anche con l´intuizione. Perciò, se per un verso le consigliamo di fidarsi del suo istinto e magari del passaparola, dall´altro possiamo suggerirle di consultare le associazioni di categoria delle singole discipline e, in base agli elenchi disponibili (spesso sono in rete), di scegliere un terapeuta che la "ispira".
Un altro suggerimento che forse può esserle utile è di cercare uno specialista in una zona per lei comoda o per il luogo dove lei abita oppure per quello dove lei lavora. Magari può sembrarle una banalità, ma spesso non si pensa che se una terapia deve prolungarsi nel tempo è importante non sottoporsi anche allo stress delle corse necessarie a raggiungere lo suo studio del curante.
Lei nella sua email non fa ferimenti a una disciplina particolare, quindi immaginiamo che la sua domanda sia da intendersi in generale. Quindi possiamo fare solo un’altra precisazione, nel caso in cui l’esperto di cure dolci debba essere un medico (come nel caso dell’agopuntura, per esempio) le consigliamo di verificare sull’albo dell’ordine se il terapeuta è iscritto (l’ordine è on line); allo stesso modo, se occorre che sia iscritto nell’albo degli psicoterapeuti (come nel caso della bioenergetica, per esempio) può verificarne l’abilitazione nell’albo che trova in rete, tenga conto che sono separati per regione di appartenenza.

                          Lo staff di AM

 

 



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Ma cosa vuol dire AM?

Salve! Ho letto nel vostro sito che AM è l´abbreviazione del nome Antrhopos Magazine, poi però nella pagina del "chi siamo" parlate di Antropologia Medica e allora mi è venuto un dubbio: forse AM vuol dire antropologia medica?                                                        Sandro, Latina

Gentile Lettore, innanzitutto grazie per essersi posto una domanda circa l´identità del nostro magazine. Come abbiamo scritto nel colophon con AM intendiamo abbreviare il nome del nostro periodico che è piuttosto lungo; tuttavia lei ci ha dato uno spunto interessante... In effetti, come abbiamo scritto nella pagina del "chi siamo" l´antropologia medica è uno degli strumenti che utilizziamo per provare a conoscere i diversi luoghi, umani e geografici, della cura e della malattia. Lei quindi, con a sua acutezza ci ha fatto osservare che le iniziali del nostro periodico sono le stesse dello strumento che usiamo... la ringraziamo per questo. Vorrà dire che da oggi, grazie a lei, AM assumerà un senso più ampio.                                        Grazie                                Lo Staff di AM

 



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Fecondazione Assistita

Salve! Ho una domanda per la redazione: perché parlate così spesso di Fecondazione Assistita? Non pensate che oramai gli italiani abbiano deciso con il referendum e che non sia il caso di tornare sull´argomento? io penso che oramai la questione sia chiusa!
Patrizia.

Cara Lettrice, noi di Anthropos Magazine pensiamo che, nonostante il risultato del referendum, l´argomento "Procreazione Medicalmente Assistita" non si sia esaurito. Gli effetti delle leggi, soprattutto di quelle mal scritte, si vedono nel tempo; per questo vogliamo continuarne a parlarne. Speriamo che quanti oggi si sentono soli e impotenti di fronte a una legge liberticida possano, almeno, sapere che non tutti considerano la "questione" ormai chiusa!
Lo Staff di AM



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Consultori da conoscere

Buongiorno, vi scrivo perché mi piacerebbe leggere un servizio sui consultori visto che se ne parla rispetto alla legge 194.
Avete in programma di pubblicare qualcosa del genere?
Marta, Modena

Gentile Marta, con lei rispondiamo alle altre email che sono arrivate in redazione.
Attualmente non abbiamo intenzione di affrontare l´argomento anche se, come può vedere, in questo numero l´editoriale parla di legge 194.
Può darsi, in futuro... torni a visitarci.
Lo staff di AM



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Il boom delle SPA

Gentile Redazione, le SPA si sono diffuse moltissimo in questi ultimi anni e io spesso mi concedo dei weekend di relax. Ma mi domando fanno davvero bene i trattamenti che questi centri propongono?


email firmata

 

Gentile Lettrice,

le SPA, da Salus Par Aquam, nascono sulla falsariga delle terme, tuttavia, come per qualunque altro trattamento terapeutico è importante verificare che non vi siano controindicazioni. Quindi l’unico consiglio che possiamo darle è di chiedere al suo medico curante e di scegliere una SPA dove il personale che esegue i trattamenti, massaggi e altro, sia adeguatamente preparato.

Detto questo non ci resta che augurarle: buon relax!

Lo staff di AM



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Cambio di rotta?

Buongiorno, ho notato che negli ultimi mesi la vostra rivista propone articoli non sempre in linea con le medicine non convenzionali. Mi domando se avete cambiato stile?             email firmata

Gentile lettore, il nostro Anthropos Magazine ha una tag line, ossia un sottotitolo: "Viaggio intorno all´uomo". Anche se dedichiamo molto spazio alle cosiddette Medicine Non Convenzionali non trascuriamo tutto ciò che nel cammino verso la salute e il benessere può essere interessante. Per questo ci occupiamo di alimentazione, che costituisce un importante fattore di prevenzione; di psicologia, perché il benessere del corpo passa anche per quello della mente; di medicina non convenzionale, ma anche di biomedicina se ci sono argomenti che riteniamo interessanti.
Soprattutto ci interessa che i nostri lettori siano correttamente informati e che non confondano i nostri articoli con temi della  "New Age", molto diffusi ma dai quali noi siamo lontanissimi.
Spero di aver risposto alla sua domanda... dunque... nessun cambiamento di rotta!
                               Nicla Vozzella



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Consulti on line

Spettabile Redazione, vi scrivo perché vorrei sapere come mai non c´è la possibilità nel vostro sito di ricevere consulti on line.
Ho visto che collaborano con voi molti specialisti, come si fa a contattarli?
               
e-mail firmata

Gentile Utente, con la pubblicazione di questa mail rispondiamo ai molti che hanno posto la sua stessa domanda. I contenuti degli articoli sono verificati dagli specialisti, ma l´articolo non può sostituirsi al parere del medico.
Quindi, il primo suggerimento che diamo a tutti i lettori è di consultare il proprio curante di riferimento anche in merito ai problemi che vengono trattati negli articoli.
Se poi, desiderate comunque consultare i nostri specialisti privatamente, mandateci i vostri dati con l´autorizzazione a inoltrarli ai nostri consulenti.

                                                Lo staff di AM

         



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AM cartaceo?

Spettabile Redazione,

avete pensato a una versione cartacea del vostro magazine?

email firmata

 

Caro Lettore, all´inizio, quando abbiamo cominciato quest´avventura, oramai cinque anni fa, ci sarebbe piaciuto poter disporre anche di un´edizione cartacea, ma purtroppo allora non avevamo sponsor che potessero sostenerci. Ora, invece, vediamo che anche i grandi quotidiani internazionali puntano al web; dunque, perché dovremmo andare controcorrente?

Lo staff di AM



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Spazio ai disabili

Spettabile redazione, sono un disabile di 28 anni e navigo in tutte le riviste on line di cui ho notizia. E a tutte pongo la stessa domanda: avete in programma di affrontare i temi dell’handicap?

                                                                                             Marco, Genova

Caro Marco,
pubblichiamo la tua domanda arrivataci tempo fa, che ci ha spinto a commissionare un pezzo sulla sessualità e la disabilità.
Continua a leggerci perché non consideriamo esaurito l’argomento.

                                                                                    Lo staff di AM



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Meglio mentire

Vi scrivo perché non condivido per niente ciò che avete scritto nell´articolo intitolato "La verità per amore". Il mio ex compagno mi ha lasciata perché nostro figlio ha un grave problema di salute. Dovrei dire questo a mio figlio? Che sta troppo male e che suo padre non lo vuole? Io ho preferito una bugia pietosa!
                                                        e-mail firmata

Ogni scelta è rispettabile e possiamo solo provare a immaginare come vi sentite lei e suo figlio. Tuttavia, visto che ci ha scritto ci sentiamo di rispoderle e di entrare nel merito della questione. A suo figlio non avrebbe "dovuto" dire che "sta troppo male e che suo padre non lo vuole"; ciò che conta, a questo punto, è solo far comprendere a suo figlio che la causa è il limite del padre e non la sua malattia. 

                                 Lo staff di AM



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Ci vorrebbe un forum

Cari Amici, ho visitato il vostro sito. Perché non avete pensato a un forum? È divertente e permette di interagire con gli utenti!

                                                                                           Paolo, Bari


Al momento della progettazione del sito, ci siamo domandati se fosse necessario un forum. Ma poi è stato deciso di non crearlo.
Ci dispiace, ma su questo punto, per il momento, non sono previsti ripensamenti. Se lo desidera può comunque interagire con noi e con chi ci scrive, naturalmente non potrà farlo in tempo reale, ma dovrà tenere conto della nostra periodicità.

                                                                    Lo staff di AM



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Figli in provetta

Spett. Redazione, noto che vi occupate spesso di procreazione assistita e che ne parlate sempre in modo positivo. Vorrei sapere cosa c´è di positivo nel fare un figlio in provetta!!
                                      Elisabetta, Udine

Gentile Signora, forse non ha letto con attenzione i nostri articoli, se lo avesse fatto avrebbe compreso che i figli non si fanno "in provetta": c´è un utero materno che li accoglie e ne protegge lo viluppo per nove mesi. Le metodiche di procreazione assistita, che lei identifia banalmente con una provetta, sono utili alle persone per curare l´infertilità. Crediamo che ogni malato abbia il diritto di scegliere se curarsi o no e nessuno debba poter guidicare. Lei banalizza anche quando dice che noi "parliamo in modo positivo" della PMA. Ciò che facciamo è mettere a disposizioni dei lettori gli strumenti per fare una scelta consapevole. 
                                                             Lo staff di AM



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Anthropos Magazine - Registrazione del Tribunale di Milano n° 890 del 23/12/2004 – Direttore responsabile Nicla Vozzella
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