Avena, un tonico portentoso!

crusca-avena“Avere le pile scariche”, “sentirsi a terra” sono modi di dire per descrivere una spossatezza che invade tutto il corpo e la mente. È una sensazione che ciascuno avrà provato almeno una volta e del tutto normale, se riguarda un particolare momento. Se invece si protrae a lungo, se sembra di non farcela a portare a termine neppure i normali compiti quotidiani, allora può trattarsi di astenia. In questo caso un rimedio molto efficace può essere l’avena, il cereale che dà il maggior apporto energetico in assoluto (cento grammi forniscono quasi 400 calorie). Il suo uso, secondo la medicina tradizionale, è indicato contro l’astenia e l’esaurimento psicofisico, durante la convalescenza, in caso di ansietà acuta e cronica e nell’ipostenia sessuale. Secondo l’Evidence Based Medicine (cioè la medicina basata sulle prove di efficacia) l’avena trova impiego nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, nell’ipercolesterolemia, nel diabete e nella prevenzione del carcinoma gastrico.

Sintomi dell’astenia
La persona astenica non prova più gusto e piacere a far nulla (anedonia) e ogni compito diventa gravoso: è una forma di debilitazione che rende difficile svolgere anche le normali mansioni quotidiane. Persino dedicarsi al proprio hobby può essere faticoso. Questa debilitazione procede per gradi: quando è leggera la persona riesce comunque a svolgere la propria attività anche se con grande difficoltà e con la sensazione di dover utilizzare più energie di quelle che sarebbero necessarie normalmente. Un’astenia diventa importante quando non si riesce più a far nulla, ci si sente così stanchi da non riuscire a concentrarsi; svolgere un compito diventa troppo impegnativo sia dal punto di vista fisico sia mentale; spesso diventa un problema anche reggere le otto ore di lavoro quotidiane.
L’astenia può riguardare tutti: vecchi, giovani, manager e casalinghe; può essere un importante campanello d’allarme perché in alcune malattie compare prima di altri sintomi.

Cause dell’astenia
In linea generale le cause del disturbo possono essere raggruppate in tre categorie: fisiche, dovute a uno sforzo muscolare intenso e protratto, a carenze alimentari, a diete sbilanciate; psichiche, imputabili a tensioni psicologiche come problemi famigliari o professionali; da malattia, quando all’origine ci sono malattie acute oppure croniche. Anche fasi particolari e passeggere della vita possono causare un affaticamento importante: succede da bambini durante la crescita, come anche in gravidanza e in allattamento. Il problema più serio è quando il disturbo si cronicizza.
Fisiche. L’astenia può essere causata dall’obesità, che costringe il cuore e i muscoli a lavorare troppo; della sedentarietà, che causa l’accumulo di scorie nell’organismo (invece potrebbero essere eliminate con una blanda attività fisica); a causa di alcune carenze nutrizionali, per esempio, la mancanza di sali minerali.
Psichiche. Si può diventare astenici dopo uno stress prolungato, magari seguito da un esaurimento nervoso; attenti anche alle poche ore di sonno, che non consentono di recuperare le energie perse durante il giorno. Infine, la mancanza di interessi, la noia e la solitudine possono influenzare il morale e portare a uno stato di anedonia cronico, come quello che colpisce alcune persone anziane.
Malattie. L’astenia può essere causata da una malattia cronica (l’anemia, la mancanza di ferro) oppure da una malattia degenerativa (l’artrite reumatoide, che danneggia le articolazioni), o acuta (una banale influenza). A volte l’astenia nasconde una semplice infezione, uno stato depressivo latente e addirittura una malattia tumorale.

Un potente ricostituente
Contro l’astenia, l’avena riattiva alcune funzioni metaboliche e favorisce l’eliminazione delle scorie grazie al miglioramento della funzionalità intestinale.
Riattiva il metabolismo. L’avenina, che fa parte della famiglia dei cosiddetti alcaloidi indolici, ha un’azione tonica nei confronti della tiroide. La stimolazione della ghiandola riattiva e tonifica il metabolismo. I sali minerali presenti nell’avena agiscono come catalizzatori (cioè acceleratori) delle reazioni metaboliche e quindi favoriscono il lavoro cellulare migliorando la resa dell’organismo. Fra i sali più importanti contenuti nel cereale ci sono il biossido di silicio, il ferro, il manganese, lo zinco e il magnesio. L’avena è ricca anche di proteine nobili (che vengono utilizzate per la rigenerazione dei tessuti) e di vitamine come la B1, la B2, la D, la PP e l’alfatocotrianolo, un potente antiossidante che rallenta l’invecchiamento dell’organismo.
Funzionalità intestinale. Viene migliorata grazie all’elevato contenuto di fibre presenti nel cereale in due forme: insolubili che inglobano i liquidi, si gonfiano e aumentano la massa fecale facilitando così l’eliminazione delle scorie; solubili, che si diluiscono e formano una sostanza gelatinosa che fodera l’intestino e riduce il riassorbimento di sostanze dannose contenute nelle feci. Bisogna ricordare che le fibre devono sempre essere assunte con molta acqua, altrimenti tutti i meccanismi sopracitati non funzionano.

Risolleva l’umore e la libido
L’astenia riguarda sia il corpo sia la mente e proprio in questo doppio ambito l’avena è utilissima: migliora l’umore e risveglia il desiderio sessuale.
Umore. Sollecitando la tiroide l’avenina esplica anche un’azione antidepressiva. Inoltre, il cereale contiene la trigonellina, presente soprattutto nei semi, che ha un’azione stimolante a livello neuromuscolare: è questo il motivo per cui si utilizza l’avena come foraggio per i cavalli (è conosciuta anche con il nome di biada). E infine la gramina, una sostanza presente anche nell’orzo: ha un’azione di tipo rilassante e ansiolitica sul sistema nervoso centrale.
Libido. L’avena contiene sostanze ormonosimili, in particolare all’ormone LH (del corpo luteo) e all’ormone RH (governa il rilascio di gonadotropine). La sinergia fra LH/RH migliora la libido e il comportamento sessuale.
L’avena, infine, contiene anche delle saponine che stimolano l’ipofisi e la tiroide. Le saponine hanno un’azione adattogena (utile a combattere lo stress), estrogenica (producono estrogeni), gonadotropa (stimolano le gonadi), sedativa e antistress: sono tutte funzioni che allentano le tensioni e sollecitano la libido.

Protegge da alcune malattie
Oltre a essere un potente ricostituente, l’avena protegge da alcuni disturbi come il diabete e le malattie cardiovascolari; inoltre e potenzia il sistema immunitario rendendolo più efficiente nel prevenire i tumori.
I betaglucani, particolari polisaccaridi presenti nell’avena, sono in grado di ridurre gli zuccheri circolanti nel sangue perché hanno un basso indice glicemico (cioè modulano correttamente l’attività dell’insulina). I betaglucani aiutano ad abbassare il colesterolo proteggendo così dalle malattie cardiovascolari; hanno anche un effetto immunomodulante (migliorano il funzionamento del sistema immunitario), perché inducono la produzione di citochine, sostanze che favoriscono la proliferazione dei macrofagi, cellule immunitarie attive contro le infezioni. L’avena ha dunque un’attività anticancerogena che agisce su più livelli: favorisce la produzione di cellule con attività antitumorale e sollecita la produzione di anticorpi.

Alcune precauzioni
Proprio per l’influenza che l’avena esercita sulla tiroide, è sconsigliata in caso di ipertiroidismo (cioè iperfunzionalità della ghiandola). L’uso del cereale andrebbe anche evitato nelle persone ipereccitabili: la sua azione tonica potrebbe finire per portare a una sovrastimolazione del sistema nervoso. Inoltre è da evitare l’assunzione del cereale quando si soffre di celiachia; infatti, l’elevato apporto di fibre dell’alimento aumenta l’attività intestinale e causa spasmi dolorosi. Per questo motivo l’avena sarebbe da evitare anche in gravidanza: le contrazioni intestinali potrebbero causare contrazioni nell’utero. Inoltre in gravidanza, a causa dell’aumento di progesterone circolante nell’organismo materno, l’intestino è più rilassato e meno tonico; le fibre contenute nell’avena potrebbero accrescere la massa fecale che però non verrebbe eliminata causando un blocco intestinale.