Chiropratica

 

A cura di John G. Williams, Doctor of Chiropractic (USA), Presidente dell’Associazione Italiana Chiropratici (AIC).

Chiropratica

Cos’è la chiropratica? È una disciplina olistica nata negli USA nel 1895. La chiropratica (deriva da due parole greche cheir =mani e praxis= azione per indicare che i trattamenti vengono effettuati con le mani) considera l’uomo nella sua interezza, ritenendo che l’equilibrio di una persona sia come un triangolo equilatero i cui tre lati coincidono con i tre aspetti fondamentali dell’essere umano: biochimico, strutturale, psicologico. L’ipotesi di fondo vuole che la condizione di salute sia buona quando esiste armonia fra questi tre aspetti e che quindi malesseri e dolori siano in relazione con un indebolimento di uno di essi, producendo cioè una disarmonia.Uno dei cardini della chiropratica è l’idea che l’organismo umano abbia una capacità innata di adattarsi al suo ambiente: quando non ci riesce si instaura uno stato di squilibrio e un conseguente malessere della persona. Per ripristinare l’equilibrio la chiropratica agisce a scopo correttivo sul sistema neuro-muscolo-scheletrico e sollecita la capacità innata dell’organismo di curarsi da sé evitando sia la somministrazione di farmaci, sia il ricorso al bisturi. Secondo la chiropratica esiste uno stretto collegamento tra la struttura della colonna vertebrale di una persona e il suo stato di salute. Tra le vertebre passano, infatti, i nervi spinali, ovvero diramazioni nervose che si estendono a tutto il corpo: muscoli, ossa, ghiandole, organi. Se le vertebre sono bene allineate la persona è in buona salute; non si verificano cioè interferenze e gli impulsi elettrici, che partono dal cervello, possono viaggiare liberamente raggiungendo organi e tessuti attraverso il midollo spinale. Quando, invece, alcune vertebre si spostano, anche solo leggermente, dal loro baricentro (secondo la terminologia chiropratica si verifica una sublussazione) i nervi vengono compressi e non riescono a trasmettere correttamente gli impulsi agli organi, che non funzionano più come dovrebbero. Le sublussazioni della colonna vertebrale sono la conseguenza di tensioni fisiche o emotive più intense di quelle che l’organismo può sopportare e possono essere causate da cattive posture, traumi fisici o psichici, vita sedentaria, abuso di sostanze nocive (alcol, tabacco, droghe), scorretta alimentazione. In questi casi, a lungo andare, il sistema neuromuscoloscheletrico si indebolisce, le vertebre si spostano e il midollo spinale e i nervi spinali vengono sottoposti a tensioni che possono provocare dolori localizzati oppure disfunzioni organiche.

Quali disturbi cura? La chiropratica può essere impiegata per prevenire e curare molti disturbi di diverso tipo: dalla lombalgia alla dismenorrea, dai disturbi digestivi a quelli metabolici. È dunque indicata non solo per risolvere problemi all’apparato neuro-muscolo-scheletrico che possono manifestarsi con dolori a schiena, spalle, braccia o gambe, ma anche per ripristinare o mantenere il benessere di tutto l’organismo. Secondo la WFC (World Federation Chiropractic, Federazione mondiale di chiropratici) il 25% delle persone che si rivolgono al chiropratico dichiara di avere avuto benefici anche a carico dell’apparato respiratorio, digerente, circolatorio e visivo.

È utile anche come prevenzione? Un controllo chiropratico, almeno un volta all’anno, si rivela particolarmente utile per individuare e rimuovere l’eventuale presenza di sublussazioni, quindi per mantenere il benessere dell’organismo e prevenire disturbi di diverso tipo. Disfunzioni del sistema neuro-muscolo-scheletrico all’inizio, possono, infatti, essere presenti anche in assenza di sintomi.

Per chi è indicata? La chiropratica può essere usata durante tutte le fasi della vita: è adatta ai bambini, alle donne in gravidanza e agli anziani. I neonati, sottoposti a sedute di chiropratica, presentano una riduzione delle coliche gassose. Durante la gravidanza, soprattutto dal 5 mese in poi, la chiropratica può eliminare il mal di schiena dovuto al cambiamento di postura della donna che, per bilanciare l’ingrossamento dell’utero e quindi della pancia, tende a curvare la colonna all’indietro. Nelle persone anziane, infine, la chiropratica migliora la mobilità e aiuta a prevenire malattie tipiche della terza età come l’artrosi e l’osteoporosi. Le tecniche applicate, però, sono diverse a seconda delle condizioni fisiche e dell’età.

Quali sono gli strumenti di diagnosi? L’approccio del chiropratico si articola in tre momenti. Dapprima, con un colloquio molto approfondito, si informa sulla salute del paziente a partire dalla sua nascita, compilando così l’anamnesi. Le domande, a differenza di quelle comunemente poste da altri specialisti, non riguardano solo le malattie, le cure pregresse e gli interventi chirurgici, ma anche la valutazione dello stato emozionale e delle esperienze psicologiche vissute dal paziente come i traumi, i lutti e dello stile di vita (alimentazione, attività fisica, assunzione di sostanze, etc.). Successivamente il chiropratico consulta i referti di eventuali indagini strumentali già effettuate (radiografie, tac ed ecografie) e poi, passa all’esame fisico che consiste nel controllare la postura e la colonna vertebrale, anche se il problema è localizzato in un’altra parte del corpo. In particolare, in questa fase, viene messa in atto la “palpazione dinamica” (che i chiropratici studiano per anni) cioè la capacità di esaminare le strutture del corpo attraverso il tatto e l’osservazione del movimento.

Quali sono gli strumenti di cura? Il chiropratico interviene rimuovendo la sublussazione e favorendo l’autoguarigione. Le tecniche manuali adottate vengono selezionate di volta in volta in base al singolo caso e sono definite di “aggiustamento”. La tecnica di aggiustamento non è dolorosa, né espone a particolari rischi e, in linea di massima, viene effettuata su punti specifici della colonna vertebrale. Esiste, infatti, come già segnalato, uno stretto legame fra la colonna e il sistema nervoso, quindi, le alterazioni vertebrali possono influire sulla trasmissione degli impulsi nervosi e portare a uno squilibrio dell’intero organismo. Le tecniche di aggiustamento vanno dallo sfioramento leggero all’esercizio di una pressione più o meno moderata. Alcune di esse sono controindicate in caso di fratture recenti e di tumori ossei, ma sarà sempre lo specialista a scegliere il trattamento più indicato.

Quanti trattamenti sono consigliati? Ogni paziente è un caso a sé, quindi non è possibile dire a priori quante visite saranno necessarie per riportare l’organismo all’equilibrio. I parametri che determinano la durata della cura includono l’età, il lavoro, le condizioni fisiche.

Chi la può praticare? Può esercitare la professione di chiropratico, o, meglio, di Doctor of Chiropractic, esclusivamente chi ha frequentato uno dei college, presenti in molti Paesi stranieri, per esempio negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Canada, Nuova Zelanda, dove l’iter di studio che porta alla laurea è adeguato agli standard indicati dalla Federazione Mondiale di Chiropratica (World Federation of Chiropractic), che ha per interlocutore l’Organizzazione Mondiale della Sanità. La facoltà di chiropratica prevede un percorso di studio che dura dai cinque ai sette anni con obbligo di frequenza. È importante quando ci si rivolge a un chiropratico accertarsi che sia in possesso di un titolo adeguato, cioè conseguito nei College riconosciuti. Per accertarsi di questo in Italia si può telefonare all’Associazione Italiana Chiropratici, numero verde 800017806 (l’operatore fornisce nomi e indirizzi dei chiropratici associati, informazioni sugli scopi e l’efficacia della chiropratica e indicazioni sui college in cui è possibile laurearsi). L’AIC è riconosciuta dalla Federazione Mondiale di Chiropratica e che si pone come una sorta di Ordine professionale garantendo che i membri siano laureati in scuole dagli standard adeguati e controllandone l’aggiornamento professionale obbligatorio.

Com’è regolamentata in Italia? Il titolo di Doctor of Chiropractic non si può conseguire in Italia, perché nel nostro Paese non esiste ancora un iter di studio adeguato. Tutti i professionisti che esercitano in Italia devono aver conseguito il titolo in un college straniero. Per accedervi non è indispensabile essere laureati in medicina in Italia, anche se alcuni professionisti lo sono.

Sito utile per informazioni
www.chiropratica.it