Dall’umano al postumano

di Nicla Vozzella
trnasumani

Il transumanesimo è un movimento intellettuale e culturale che promuove l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive dell’essere umano e migliorare quegli aspetti ritenuti indesiderabili come la malattia e l’invecchiamento.

Demiurghi di se stessi
I transumanisti  praticano stili di vita che migliorano le loro condizioni fisiche e cognitive; ma integrano questa cura di sé utilizzando tecnologie che sostengano e amplifichino le prestazioni fisiche e mentali.
L’obiettivo è di protrarre l’esistenza sino ai limiti dell’umano consentiti (circa 120/130 anni), giungendo all’ambito traguardo perfettamente “sani”.

Dall’umano al post umano
Molti transumanisti sono convinti di potersi trasformare in postumani individuando in questo nuovo tipo di essere una tappa dell’evoluzione della specie.
Per raggiungere questo obiettivo utilizzano gli strumenti più sofisticati messi a disposizione dalla tecnica; per esempio, le nanotecnologie che aprono possibilità di “riparazione” dell’essere umano davvero straordinarie.
I transumanisti più estremi non escludono la sospensione crionica (ovvero sottoporsi a congelamento) in attesa di uno sviluppo tecnologico che permetta “riparazioni” cibernetiche inattuabili nel presente, ma che al momento del risveglio/disgelo possano traghettarli in salute nel postumanesimo.

La singolarità come via
All’evoluzione della specie immaginata dai transumanisti contribuirà la singolarità, ovvero uno sviluppo tecnologico che non può essere ben immaginato, ma che consentirà di attuare tutte le trasformazioni degli umani in postumani sino al raggiungimento di una intelligenza superiore.
Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta già si ipotizzava il “paradosso della macchina ultra-intelligente” in grado di superare ogni attività intellettuale umana: poiché il progetto di questa macchina sarebbe derivato da una mente umana risultava evidente come la creazione della prima macchina ultra-intelligente sarebbe anche stata l’ultima invenzione concessa all’uomo.

La legge di  Kurzweil
Ray Kurzweil, inventore informatico e saggista, ha sviluppato una legge che viene utilizzata da molti futurologi: ciò che Kurzweil chiama the law of accelerating returns consente di provare a immaginare quale sarà il livello di progresso tecnologico raggiungibile; nel modello descritto dalla legge, viene incluso anche lo sviluppo biologico.
Senza entrare nel dettaglio, prendendo come esempio l’evoluzione sulla Terra notiamo che inizialmente si crea la cellula, poi il DNA che fornisce il sistema per registrare i risultati dei processi evolutivi;  quando poi si giunge all’essere umano che manifesta il pensiero razionale si sviluppa anche un “ausilio evolutivo” ovvero è la tecnologia. Quindi la legge di Kurzweil descrive un andamento esponenziale sino a un certo punto, ma poi si aggiunge una “variabile”, la tecnologia appunto, che può far progredire lo sviluppo in modo inaspettato. E qui si collega alla singolarità.
L’andamento descritto per l’evoluzione sulla terra ha spostato il paradigma dalla biologia alla tecnologia e i futurologi ritengono che ciò accadrà ancora; si passerà quindi dall’umano al postumano come sostiene il movimento transumanista.

In arrivo un nuovo uomo?
Seguendo la legge di Kurzweil, passando per il concetto di singolarità, approdando al transumanesimo possiamo aspettarci nel post umanesimo una trasformazione dell’intelligenza umana che parte dal biologico e si combina con il non-biologico.
Dobbiamo quindi immaginare che il “nuovo uomo” sarà un cyborg? Può darsi.