L’azzardo è giovane!

slotSono più di seicentomila gli adolescenti italiani che riferiscono d’aver giocato d’azzardo, fra loro anche una bella fetta di bambini compresi fra i sette e gli undici anni. Se per gli adulti il gioco si parte dalla molla del “riscatto” da una vita in cui tutto sembra andare storto, nei ragazzi la motivazione iniziale passa per l’erronea convinzione che vincere al gioco sia una forma di “abilità”. Diventa così una prova d’intelligenza battere un compagno virtuale a poker o far cascare tante monetine da una slot machine.
Nell’approccio al gioco, fra maschi e femmine c’è una differenze: le ragazze preferiscono il gioco istantaneo, per esempio i “gratta e vinci”; mentre i maschi si cimentano con giochi che richiedono di trascorrere molte ore davanti al computer, così cominciano a scommettere on line e poi passano off line nelle sale giochi dove i controlli, quando ci sono, non sono sufficienti.
Ad aumentare il rischio di dipendenza vi sono le app per i cellulari che imitano le slot machine e che costituiscono una vera e propria iniziazione alla dipendenza.

I soggetti più a rischiogratta e vinci
Secondo il parere degli esperti il profilo del ragazzo più a rischio di dipendenza dal gioco è quello del giovane che trascorre molto tempo in internet, che ha una buona dimestichezza con  il mezzo, ma che ne fa un uso poco consapevole. Sono ragazzi che sui social network collezionano tanti amici che non conoscono realmente; è spesso con questi amici virtuali che iniziano le prime gare di prodezza per dimostrare la propria abilità al gioco. I ragazzi a rischio provengono spesso da famiglie che sottovalutano il problema del gioco o che hanno l’abitudine a tentare la sorte con i gratta e vinci che a volte “grattano” insieme ai figli minorenni, convinti che questo piccolo rito possa accorciare le distanze che con un adolescente possono sembrare incolmabili.

L’illusione del controllo
Come per ogni altra forma di dipendenza il passo più difficile è riconoscerla. I ragazzi dichiarano di poter smettere quando vogliono e intanto si inabissano in una spirale da cui diventa sempre più difficile uscire.
Non aiuta la sottovalutazione del problema da parte degli adulti di riferimento, i quali si sentono per certi versi tranquillizzati dal fatto che i loro ragazzi non abusino di droga o alcol ma trascorrano il tempo nella loro camera davanti al computer.
Bisogna tenere inoltre presente l’indifferenza del substrato sociale che, grazie anche alla pubblicità, accetta il gioco sottovalutandone i rischi.

La dispersione di energie
gioco-dazzardoNonostante i disagi che porta con sé l’adolescenza resta una fase della vita in cui i giovani hanno a disposizione grandi quantità di energie, che rischiano di venire fagocitate e neutralizzate dal gioco d’azzardo. Infatti, i ragazzi che sviluppano la dipendenza cominciano a veder ruotare la loro giornata intorno alla possibilità di mettersi al computer per una partita a poker o per una scommessa. Il perno della loro esistenza diventa il momento in cui sarà possibile mettere alla prova la loro abilità. Così cala il rendimento scolastico, ma ciò che è peggio si riducono le possibilità di relazionarsi con i propri coetanei.
Infine, una volta che i ragazzi si saranno rinchiusi nell’isolamento sarà più difficile riorientare le loro energie verso qualcosa di costruttivo per il loro futuro. E sarà praticamente impossibile che riescano da soli a trovare la forza per riconoscere la propria dipendenza e chiedere aiuto.

Fare prevenzione
Il gioco per gli adolescenti può diventare un sedativo capace di calmare l’ansia e il disagio di una delle fasi più complicate dell’esistenza. Per evitare che ciò accada occorre informare sui rischi del gioco, fare prevenzione nelle scuole, nei centri di aggregazione per i giovani; ma anche presso le famiglie affinché imparino a cogliere i campanelli d’allarme. È importante che passi il messaggio che al gioco… si perde sempre!

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