La fata anzianotta

Dedicata a Ernesta Grossi (26 giugno 1928 – 2 febbraio 2014)

fataDalla Germania sei arrivata: sembravi proprio una vecchia fata!
Con la bacchetta, che era un bastone, hai trasformato un antro in salone.

Ho cucinato pranzi per te, tu hai ricambiato preparando il caffè.

Ma l’aria inquinata di questa città ti ha fatta scappare lontano da qua.
In riva al mare sei andata ad abitare e mi chiedevi di venirti a trovare.

Non c’è l’ho fatta e un sacco mi spiace, ma proprio sai… non son stata capace.
Stavo male e tu sapevi il perché: era un dolore che condividevi con me.

Quando alla fine mi è rinata la vita ho pensato che ti avrei avvertita.
Ti ho chiamata quando ero sicura d’aver scacciato ogni paura.
Purtroppo una voce all’altro capo del filo mi ha raccontato del tuo viaggio improvviso.

Tante volte mi ha chiesto: “scrivi per me!” ma non riuscivo a trovare lo spunto.
Adesso che è sparito ogni dolore ho trovato l’ispirazione per queste parole.

Anima inquieta e un po’ vagabonda mi volevi bene e mi facevi da sponda.
“Metti radici, non far come me!” mi raccomandavi sorseggiando il tuo tè.

Grazie Tina, fata anzianotta, vecchia amica di un’epoca andata.
Adesso ti sento forte nel cuore e… lo prometto: darò spazio all’amore!