È nato un fratellino

gelosia fratellidi Nicla Vozzella

Quando arriva un fratellino è normale che il primogenito provi sentimenti ambivalenti, soprattutto se è rimasto figlio unico a lungo: da un lato c’è gioia e curiosità, dall’altro paura di perdere l’affetto di mamma e papà. Non sempre l’ambivalenza viene esternata, ma nella maggior parte dei casi si può star certi che sia presente. E, del resto, non c’è da meravigliarsi: proviamo a immaginare come può sentirsi il primogenito… Finché la mamma aveva il “pancione” e annunciava l’arrivo di un fratellino tutto sembrava bello e un po’ magico: stava per arrivare un “nuovo compagno di giochi”; ma, al ritorno dalla clinica, il compagno “immaginato” prende forma e si manifesta come un essere in carne e ossa, che piange, richiede molte attenzioni da mamma e papà, magari anche dai nonni e dagli zii. Tutti sembrano prodigarsi per accogliere i bisogni del nuovo nato e il primogenito si sente escluso e, in un certo senso, defraudato del regno di cui era l’unico sovrano. Può non essere facile accettare questo cambiamento. I bambini, poi, osservando gli adulti, sviluppano delle convinzioni, interiorizzano dei divieti e possono quindi sentirsi a disagio di fronte all’ambivalenza delle loro emozioni. Un disagio che, in relazione all’età, all’ambiente familiare e a molti altri fattori può essere espresso con differenti modalità.

Rispetto e gentilezza verso chi “c’era da prima”
Spesso mamma e papà e i parenti tutti, per non far sentire il primogenito escluso cercano di coinvolgerlo nei riti di accudimento del nuovo nato: può essere una buona strategia, a patto che il primogenito lo gradisca. Se da un lato, infatti, questa modalità lo aiuta a non sentirsi escluso, dall’altro può fargli vivere il fratellino come una presenza troppo ingombrante che si insinua nel rapporto con i genitori. Se quest’ultimo è il caso, può essere utile recuperare le modalità di rapporto “da figlio unico”: mamma e papà possono lasciare il nuovo nato con un parente o con la baby sitter e trascorrere del tempo con il primogenito. Può bastare andare da soli con lui al parco giochi, oppure a fare un giro in bicicletta. L’importante è che il bambino senta che nonostante il nuovo arrivato mamma e papà per lui ci sono come prima. È importante poi chiedere al bambino se vuole essere coinvolto nella cura del fratellino, se gli fa piacere, senza imporglielo e senza influenzare la sua risposta. È altrettanto utile consentirgli di esternare le proprie emozioni – anche quelle di rifiuto nei confronti del fratellino – senza per questo giudicarlo. Manifestare accoglienza, rispetto e gentilezza verso i moti interiori del primogenito può aiutare a normalizzare ansie e paure. È fondamentale che non si senta né giudicato né escluso rispetto al nuovo nato e neppure troppo coinvolto se non lo desidera. L’accoglienza, l’ascolto, l’osservazione dei segnali che il primogenito rimanda saranno senz’altro d’aiuto ai genitori per comprendere qual è il modo migliore per facilitare l’accettazione del nuovo nato e per ripristinare una situazione di equilibrio e di armonia familiare.

Un aiuto dai fiori di Bach
Il disagio del primogenito nei confronti del nuovo nato può trovare un’armonizzazione utilizzando alcuni rimedi floreali. I fiori di Bach possono essere somministrati anche ai bambini, diluendoli con aceto di mele invece che con l’alcol. Poiché l’approccio dolce dei rimedi di Bach si fonda sulla personalizzazione è opportuno scegliere il fiore – da inserire nel mix o da usare singolarmente – in base alle dinamiche evidenziate sia esplicitate sia trattenute. Non esiste un approccio valido per tutti!fiori di bach
Se il primogenito non manifesta aggressività nei confronti del nuovo nato, ma appare comunque più ansioso del normale, magari accarezza il fratellino in modo un po’ violento, oppure sorridendo e contemporaneamente serrando le mascelle può essere utile Agrimony: il fiore per chi rifugge dal conflitto e tende reprimere i sentimenti aggressivi. Se di notte poi, compare bruxismo (il digrignare i denti) è certamente questo il rimedio più indicato. Può essere sempre utile inserire nel mix florerale Walnut perché contribuisce ad accettare i cambiamenti sia che riguardino l’interiorità sia che riguardino l’ambiente esterno; inoltre Walnut isola dalle influenze esterne e quindi può proteggere il primogenito dalle invasioni “emotive” causate dal nuovo nato. Non sempre la gelosia verso il fratellino viene manifestata, ma è normale che sia presente, Holly può aiutare a elaborarla aprendo il cuore del primogenito all’amore incondizionato verso il fratellino. Se ci si trova di fronte a una regressione negli atteggiamenti del primogenito, che magari si manifestano con enuresi notturna può essere utile aggiungere al mix Cherry plum, che è sempre un buon modulatore del controllo: può darsi infatti che il bambino sia troppo controllato nella propria emotività durante il giorno e che durante la notte “si lasci andare” bagnando il letto. Nel primogenito può comparire anche un’ansia abbandonica, o una vera e propria paura dell’abbandono: nel primo caso è consigliabile Red chestnut; se invece il bambino manifesta chiaramente la paura di essere abbandonato e lo dice, si può usare Mimulus per la paura di situazioni note. Questo rimedio vale anche se il bambino esprime il suo disagio con la paura del buio. Nel caso invece il fratello più grande assuma degli atteggiamenti volti a richiamare l’attenzione dei genitori, come per esempio, il sentirsi malato o andare incontro a vere e proprie indisposizioni può essere utile Chicory. Al mix per l’accettazione di un fratellino spesso conviene aggiungere Larch per sostenere l’autostima del primogenito messa in crisi dal nuovo nato che sembra meritare più attenzioni di lui. Se la perdita di autostima si manifesta in modo più profondo con il senso di non essere più amabile, meglio usare Pine. Se poi il primogenito non esprime apertamente il disagio ma compaiono eczemi o altre manifestazioni cutanee è certamente indicato Carb apple che purifica la pelle. L’emotività dei bambini, come quella degli adulti del resto, è caleidoscopica, per questo occorrerà prestare attenzione al singolo caso senza applicare protocolli standardizzati. Le indicazioni sopraccitate, infatti, sono solo spunti utili per declinare l’approccio floreale in base alle reali necessità individuali.

Per la mamma e il nuovo nato
È consigliabile – se possibile già in sala parto o in clinica, altrimenti quando si arriva a casa – fare un bagnetto al neonato mettendo nell’acqua alcune gocce di Star of Bethlehem per dimenticare il trauma della nascita, e Walnut per “tagliare” il cordone ombelicale con la mamma e per abituarsi al cambiamento della vita fuori dall’utero. Gli stessi fiori possono essere presi per bocca dalla mamma per alcuni giorni sia per aiutarla a superare il parto sia per armonizzare il passaggio da donna incinta a madre, anche se già ricopriva questo ruolo con un altro figlio: ogni bambino che viene al mondo, infatti, esprime una realtà a sé ed è con questa nuova realtà che la madre ha bisogno di sintonizzarsi.