Idropuntura

agopuntura donnaincintadi Nicla Vozzella

Si chiama idropuntura e utilizza la stimolazione dei punti di agopuntura senza lasciare infissi gli aghi, iniettando, invece, un liquido in corrispondenza della zona da trattare. In verità il suo nome corretto sarebbe chimiopuntura: infatti, nell’antica medicina cinese  venivano iniettate negli agopunti sostanze attive, come, per esempio, estratti di natura vegetale.

Nata per diminuire l’uso dei farmaci
L’idropuntura è preferibile rispetto all’agopuntura quando la persona ha bisogno della somministrazione dei farmaci. Già i cinesi, infatti, si erano resi conto che l’iniezione di sostanze efficaci attive consente di utilizzarne minori quantità; con l’applicazione locale si riduce la dispersione del farmaco nell’intero organismo, sia gli eventuali effetti collaterali che questo potrebbe produrre.
Agli stessi cinesi, l’idropuntura ha consentito di ottenere una buona azione a livello locale e una buona stimolazione del punto e quindi si è rivelata particolarmente indicata per tutti i pazienti che mal sopportano la stimolazione manuale dei punti.
In Occidente l’idropuntura viene preferita dai medici che vorrebbero utilizzare l’agopuntura ma che magari non hanno né la pratica né l’esperienza per farlo e così l’infiltrazione garantisce un’adeguata stimolazione del punto da parte della sostanza che stazione sotto alla pelle, senza che sia il medico modulare manualmente la pressione dell’ago.

Quali punti scegliere
La medicina cinese individua nel corpo alcuni punti sui quali agire per ristabilire non solo l’equilibrio energetico dell’individuo, ma anche per migliorare l’attività di alcuni organi. Occorre precisare che l’agopunto non è un punto preciso, ma è una piccola zona che può variare da qualche millimetro quadrato a qualche centimetro quadrato.

I punti vengono suddivisi in tre categorie:

punti dei meridiani sono quelli posti lungo il percorso dei 12 meridiani energetici principali; sono oltre trecento e sono disposti in modo simmetrico sul lato sinistro e destro del corpo;

punti fuori meridiano anche se hanno una localizzazione ben precisa non sono simmetrici e il loro numero e la loro definizione può variare a seconda delle scuole di pensiero;

punti dolenti sono quelli che dolgono al tatto, ma anche quelli nei quali c’è gonfiore oppure si avverte un formicolio o il torpore.

Su tutti questi punti i cinesi praticano sia l’agopuntura sia l’idropuntura. In Occidente, invece, alcuni punti come, per esempio, quelli ai lati delle unghie delle mani e di quelle dei piedi non vengono infiltrati perché la pratica risulterebbe troppo dolorosa.

Gli strumenti e la tecnica
Ci sono diverse scuole di pensiero che si differenziano in base alla quantità di liquido da iniettare: in linea generale dal ½ cc ai 4. Molto dipende dalla parte del corpo nella quale si esegue l’infiltrazione. È evidente, infatti, che una zona con tanto tessuto come l’addome permette di usare una maggiore quantità di liquido; diverso è, invece, infiltrare una zona della cute vicino a un tendine dove vi è pochissimo spazio. Gli operatori dell’idropuntura, prevalentemente medici ma anche ostetriche adeguatamente formate, si dividono in due categorie: i piccoli infiltratori, per i quali è così importante il punto di agopuntura da trattare che si può anche infiltrare poco liquido e l’effetto viene ugualmente ottenuto; mentre per i grandi infiltratori occorre che la somministrazione della sostanza, seppur minima, sia rilevante e quindi ritengono che si debba infiltrare di più. Entrambi, comunque, ottengono i risultati sperati a dimostrazione del fatto che ciò che conta è la correttezza del punto da trattare.
Come strumento per introdurre il liquido si utilizza una piccola siringa con un ago sottilissimo e cortissimo (meno di mezzo centimetro).
Se la zona trattare non è molto grande, la stimolazione si protrae per circa un’ora; dopo tale periodo il liquido iniettato è stato completamente riassorbito. Se, invece, la zona è più ampia il tempo di assorbimento può essere maggiore.

Non solo acqua
Nella tradizione cinese in idropuntura non si utilizza solo acqua distillata (cioè priva di sali) ma vengono impiegati anche altri liquidi come la soluzione fisiologica (acqua e cloruro di sodio, il sale da cucina, diluito allo 0.9%), i sali minerali, le vitamine, gli antibiotici, inoltre, si usano moltissimo gli estratti di piante che sono disponibili per le preparazioni iniettabili.
La derivazione che in Europa è stata fatta dell’idropuntura è di utilizzare oltre a sostanze come la soluzione fisiologica, l’acqua distillata, le vitamine, anche alcuni anestetici locali come la procaina (simile alla lidocaina); inoltre, l’idropuntura viene utilizzata spesso per veicolare i rimedi omeopatici.

Utile nei piccoli traumi
L’idopuntura si rivela molto efficacie nei piccoli traumi come le contratture o le distorsioni causate dallo sport, magari praticato in modo amatoriale. Spesso, infatti, l’attività sportiva viene compiuta senza l’adeguata preparazione. In caso di contratture e distorsioni, dunque, l’infiltrazione del punto dolente, ma anche dei punti situati sui meridiani che sono in relazione con quelli dolenti, è molto efficace per giunger a un controllo immediato del dolore. Successive infiltrazioni potranno rendersi necessarie per ristabilire la funzionalità del tessuto eliminando subito le conseguenze del trauma, favorendo così i processi di fuoriuscita degli ematomi (i lividi) e poi di guarigione.

Un aiuto nei dolori cronici
Dall’idropuntura traggono beneficio anche le persone che soffrono di dolori cronici. Anche in questo caso, infatti, si può attenuare il dolore iniettando sostanze che tolgono l’infiammazione e, nel contempo, si evita di somministrare alla persona per un tempo prolungato i farmaci che a lungo andare possono causare altri disturbi a causa degli effetti collaterali. L’idropuntura, dunque, è una valida risorsa in caso di artrosi che spesso si fa più dolorosa con l’arrivo della menopausa.

Un’alleata della bellezza
Oltre alla piccola traumatologia l’idropuntura trova un impiego nell’attenuazione delle rughe del viso e nel trattamento dei pannicoli adiposi di origine cellulitica.
L’impiego dell’idropuntura in medicina estetica prevede sia l’azione su punti che hanno un’azione generale di riequilibrio del circolo energetico, sia un’azione locale specifica sul microcircolo. Nel caso della cellulite, infatti, si può favorire la circolazione periferica aumenta così l’irrorazione sanguigna, migliora l’ossigenazione e il nutrimento del tessuto e si attenua l’inestetismo. L’azione antirughe, invece, si ottiene stimolando alcuni punti che tonificano il tessuto sottostante alle rughe. Si migliora in questo modo anche l’irrorazione sanguigna della zona favorendo così l’apporto di nutrimento e l’eliminazione di radicali liberi responsabili dell’invecchiamento dei tessuti. Per attenuare le rughe è anche possibile iniettare rimedi omeopatici a bassa diluizione (quindi piuttosto concentrati) che migliorano l’idratazione della pelle e ancora il tono della muscolatura.

Una risorsa durante il parto
L’idropuntura si è rivelata una preziosa risorsa durante il travaglio e il parto perché riduce il dolore ed evita l’uso degli anestetici. All’inizio del travaglio viene iniettata, soprattutto nella zona lombrare, la soluzione fisiologica (non si usano farmaci perché possono avere controindicazioni per il nascituro). Da sempre si sa che l’agopuntura è utile in gravidanza perché permette di attenuare alcuni disturbi come la nausea e anche prima del parto perché, in alcuni, casi può far rivolgere il bambino che si presenta podalico (cioè con il sederino e non con la testa). Ma l’idropuntura offre un vantaggio in più al momento del travaglio perché la donna una volta punta può muoversi come preferisce in quanto non ha l’ingombro degli aghi e quindi non finisce per essere immobilizzata durante il parto.

Un’unica avvertenza
C’è solo una raccomandazione da fare a chi desidera utilizzare l’idropuntura: rivolgersi a un medico competente. In alcuni casi, come succede in sala parto, anche un’ostetrica può praticarla. Tuttavia occorre sempre chiedere informazioni alle scuole riconosciute.