Il morso della zecca

Autore: Nicla Vozzella

La malattia di Lyme

È una delle zoonosi più insidiose, è causata dalla puntura di una zecca, è una forma di borreliosi: si chiama Malattia di Lyme, perché è stata identificata per la prima volta, nel 1975, a Lyme, una piccola città del Connecticat, USA. Campanello d’allarme per l’identificazione della malattia furono diversi casi di artrite in età giovanile, che poi furono messi in relazione con una pregressa puntura dell’insetto.

A rendere difficile un approccio tempestivo è il fatto che la puntura della zecca può passare quasi inosservata. Non appena l’insetto ha punto compare un po’ di rossore nella zona, a volte accompagnato da prurito, ma dopo quarantottore la manifestazione scompare. Se però la zecca era infettata con da Borrelia burgdorferi, un batterio che viene trasmesso dalla saliva dell’insetto all’uomo, allora iniziano i problemi.

Il morso della zecca può causare la malattia di Lyme

Sfatare i luoghi comuni

Conoscere un problema di natura sanitaria è quasi sempre un buon punto di partenza per attuare una corretta prevenzione. È quindi importante sapere che, a differenza di quanto si può credere, le zecche trovano un habitat favorevole anche nei parchi cittadini, per cui non bisogna fare attenzione solo quando ci si trova in campagna o nelle aree boschive. La stagione più a rischio non è l’estate come si può pensare, ma si è maggiormente esposti alle punture di zecca in primavera in autunno. È in queste stagioni, in particolare, che bisogna indossare abiti che coprano tutto il corpo quando ci si inoltra nella vegetazione e utilizzare idonei repellenti.
È importante altresì non creare il panico: non tutti morsi di zecca causano la Borreliosi, ma ogni volta che si viene punti bisogna rivolgersi a una struttura sanitaria e sottoporsi a una visita medica per valutare il rischio reale.

Un’infezione silente

La Malattia di Lyme inizialmente può non dare sintomi e se la puntura della zecca passa inosservata ci si può trovare a fare i conti con la malattia già conclamata. Quando i sintomi ci sono, sono spesso caratterizzati da una tipica eruzione cutanea, l’eritema migrante. È così che il Borrelia burgdorferi manifesta la sua presenza.
La Borreliosi tende a cronicizzarsi causando problemi seri come l’artrite di cui si è detto, debolezza cronica, mal di testa, grave astenia; la malattia inoltre può lasciare strascichi neurologici e cardiovascolari.
La cura è farmacologica, ma occorre diverso tempo per debellare il batterio introdotto con la puntura dell’insetto.

Un problema diffuso

Nonostante quel che si può pensare la Malattia di Lyme ha una incidenza considerevole: in Italia è la seconda infezione più diffusa dopo l’Hiv, si contano 300mila nuovi casi l’anno; questi dati hanno indotto il ministero della Salute a inserirla nell’elenco delle malattie rare, riconoscendole un codice di esenzione.
Le zone del mondo dove la Malattia di Lyme è più diffusa sono il Nord-Est Europeo, il Canada, gli Stati Uniti e alcune zone dell’Asia.

Un aiuto per i malati

Di fronte a questa malattia, molto spesso misconosciuta, si è reso necessario fornire un aiuto ai malti, per questo nel 2015 è stata fondata l’Associazione Lyme Italia. L’obiettivo dell’Associazione è aiutare le persone a orientarsi per ottenere una diagnosi precoce e per sottoporsi alle terapie più adeguate.
Centro di riferimento per la diagnosi e la cura della Malattia di Lyme è l’Ospedale Maggiore di Trieste.

Per informazioni
http://www.associazionelymeitalia.org

 

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