La medicina Unani

di Nicla Vozzella

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Si chiama medicina Unani o Unani-Tibb, si tratta di un sistema di cura sviluppato da Hakim Ibn Sina conosciuto in Occidente con il nome di Avicenna. Egli raccolse, intorno al 1025, nel canone che porta il suo nome la conoscenza dell’arte medica. I principi a cui si rifà derivano da Ippocrate e da Galeno anche se poi i fondamenti furono notevolmente integrati. La medicina islamica non ha nulla da invidiare alle altre medicine tradizionali, da quella Cinese alla Tibetana all’Ayurveda: ha un sistema fondato su una diagnostica ben precisa che tiene conto anche del temperamento del paziente; si regge su una consistente farmacopea ricca di rimedi per la gran parte di origine vegetale; ha persino una psicoterapia discretamente strutturata. La medicina Unani, come quella ippocratica, si basa sulla teoria degli umori fra cui si riconoscono il sangue, Damm; il flegma Balgham; la bile gialla Safra; la bile nera Sauda. Come per Ippocrate l’armonia e l’equilibrio fra questi umori consente di mantenere la salute. Anche la medicina araba associa agli umori i quattro elementi e le quattro qualità; ne deriva quindi che il sangue è caldo e umido; il flegma è freddo e umido; la bile gialla è calda e secca; la bile nera è fredda e secca. Ognuno dei quattro umori viene associato a un temperamento che caratterizza l’individuo in cui l´umore è dominante: la persona potrà quindi essere sanguignaflemmaticabiliosa o melanconica. Lo stato di salute lo si raggiunge quando gli umori sono in equilibrio fra loro e quando mente e corpo sono in armonia. L’approccio della medicina araba infatti è rigorosamente olisico, l’uomo è visto come un’unità indissolubile fra psiche e soma. La medicina Unani dedica molta attenzione allo stile di vita e anche all’equilibrio emotivo. In un testo attribuito a Mosé Maimonide si legge: “Le emozioni provocano evidenti ripercussioni nel corpo visibili per chiunque” .La malattia finisce così per essere una manifestazione multifattoriale, per questo secondo i padri fondatori del sistema Unani-Tibb il medico deve trattare il paziente e non la malattia e ciò è quantomai in linea con gli insegnamenti di Ippocrate e con i principi che reggono le altre medicine complementari a cui oggi molte persone si rivolgono per trovare un approccio più consono al loro essere ´persone complesse´ non identificabili semplicemente con i loro sintomi. Come tutte le medicine olistiche anche quella Unani finisce per avere un importante fondamento nella prevenzione e nello stile di vita. In particolare si ritiene che per prevenire le malattie sia fondamentale vivere in un ambiente dove ci sia una buona qualità dell’aria, dell’acqua e dei cibi; occorre inoltre un’armoniosa alternanza tra riposo ed esercizio fisico; fa riposo ed esercizio mentale; fa sonno e veglia; fra assimilazione dei cibi ed eliminazione degli scarti.La medicina Unani ha una stretta correlazione con la religione islamica pur non essendone una diretta espressione. La salute del corpo, tuttavia, viene vista come uno strumento per ottenere anche la virtù dell´anima e, viceversa, un´anima virtuosa porta salute alla persona. E’ ancora Maimonide che scrive: “La medicina ha una straordinaria importanza nel processo di acquisizione delle virtù… perché è mediante essa, infatti, che noi possiamo disciplinare le nostre azioni, talché divengano azioni umane, che conducono alle virtù ed alla verità”. Il compito del medico, che in arabo si chiama Tabib, è quello di agevolare e sostenere i processi e la capacità di autoguarigione che ogni individuo possiede. Il Tabib ha per sé una preghiera molto bella che non ha nulla da invidiare al più noto giuramento di Ippocrate, eccola:
“Dio misericordioso! Tu hai formato il corpo dell’uomo con la Tua sapienza; …Fa che io sia animato dall’amore alla mia arte e dall’amore alle Tue creature: …Conserva o Dio le forze del mio corpo e della mia anima, …Illumina, o Signore, il mio intelletto…”.