Lichene islandico

LICHENE ISLANDICO, nome scientifico Cetraia islandica, è composto dalla simbiosi mutualistica tra un fungo e un’alga: l’alga che, grazie alla clorofilla, può compiere la fotosintesi fornisce al fungo molte sostanze per il suo nutrimento; mente il fungo fornisce all’alga l’acqua di cui ha bisogno ed enzimi per crescere più velocemente. Per questo il fungo non può essere considerato solo un parassita dell’alga, si dice quindi che abbiano un tipo di simbiosi detta “elotismo”, dal greco elàuno=stimolo, proprio per la stimolazione che viene compiuta.
I Lapponi utilizzano il Lichene come alimento, così come fanno le renne ed altre animali. Ma il vegetale possiede anche importanti qualità terapeutiche: la droga che si ricava dal Lichene islandico, dal tallo, contiene diverse mucillagini che la rendono indicata per proteggere le mucose del sistema digerente e di quello respiratorio. Inoltre, le sostanze amare presenti nel Lichene stimolano le funzioni digestive, sono antiemetiche utili per contrastare il vomito e la nausea, anche in gravidanza. Per questo il Lichene islandico entra nella formulazione di prodotti come sciroppi, tisane e caramelle coadiuvanti nella tosse secca, nell’asma bronchiale e fluidificanti del catarro.

I LICHENI
La struttura “duale” del Lichene è stata scoperta 1867 dal botanico svizzero Simon Schwendener. Nel 2016, uno studio pubblicato su Science, che ha preso in esame ben 52 generi di licheni, ha permesso di individuare un terzo elemento presente nei talli: si tratta di un lievito, o meglio di diversi tipi di lieviti basidiomiceti (che differiscono in base al lichene in cui si trovano). La loro presenza nella simbiosi lichenica è così antica da far supporre una coevoluzione.
I Licheni possono sopravvivere in tutte le regioni climatiche del Pianeta; riescono a resistere infatti, a temperature elevate (60°C) o molto basse (-35 °C). Nonostante sopravvivano in condizioni estreme e possano ridurre al minimo le funzioni vitali per proteggersi quando le condizioni ambientali sono sfavorevoli (possono restare secchi anche per diversi mesi), nonostante siano pionieri e quindi capaci di creare le condizioni ambientali per ospitare altre specie vegetali, i Licheni sono molto sensibili all’inquinamento, il che li rende dei bioindicatori. La loro attività metabolica infatti, si modifica in presenza si sostanze inquinanti.