Il mago è scomparso

In memoria di Donato Ottolenghi, psichiatra, agopuntore, poeta.

C’era una volta un mago cicciotto, il suo nome era Otto.
Viveva in un posto, al numero otto, e nella sua casa c’era odor di biscotto.
A ognuno dava un consiglio speciale, non era magia, ma sembrava tale.
Gli dicevi “mi sento diverso e per questo sto male”, lui ti parlava e ti sentivi normale.

Strofinava i suoi baffi piccini e portava il sorriso ad adulti e bambini.
I bimbi guariti stavan nascosti dentro ad adulti un poco scomposti.
Le persone che sapeva aiutare tornavano a giocare con le onde del mare.

Un giorno, però, Otto sparì, nessuno capì come andò via di lì.
Scomparve senza essere visto, era mago proprio per questo.
All’inizio pensammo che fosse uno scherzo, ma presto capimmo che non era così.
Non avremmo più visto il suo viso rotondo, non avremmo più fatto il giro del mondo.

Si racconta di un suo viaggio verso la Luna, che gli porterà grande fortuna.
Là imparerà la lingua del cielo e delle stelle, che farà sentire le persone tutte belle.
C’è chi pensa sia andato verso il Sole, per imparare l’arte di cambiare l’umore.
Io non so che pensare, non l’ho visto andare; ma se ascolto il mio cuore, ci sento il suo amore.

Era un fenomeno quel mago Otto, sapeva vedere ciò che stava nascosto…
Un cuore di pietra diventava un diamante, un antico dolore guariva all’istante.

Quando ho saputo che ha fatto fagotto, sono tornata al suo posto, al numero otto.
Ho sentito un profumo di zucchero a velo e ho capito che Otto è volato su in cielo.
Non mi rattristo per questo suo viaggio, perché nel mio cuore ha lasciato il coraggio.
Ha dato la forza a una bambina, che adesso prova a non sentirsi piccina.

Ha lasciato regali a tutti qua e là, e ora fa strano non vederlo in città.
Ma se chiudo gli occhi bagnati dal pianto, il soffio del vento li asciuga in un lampo.
E allora capisco: Otto è solo nascosto, si è fatto invisibile, ma è sempre al suo posto.
Mi sento serena e sapete perché? La sua magia ora è dentro di me.

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