Acque e fanghi, alleati della salute

di Nicla Vozzella, consulenza del professor Roberto Gualtierotti, già Direttore del Centro di ricerca della Scuola di Specializzazione Termale dell’Università di Milano.termeLa necessità di contenere le spese sanitarie spinge autorità e cittadini a rivalutare il valore della prevenzione che può essere attuata anche accedendo alle cure termali, come previsto dalla legge.
Per chi avesse deciso di intraprendere questa strada la scelta è davvero ampia. Quasi tutti gli organi e gli apparati del corpo umano possono essere rinvigoriti, ma anche curati, grazie ai trattamenti disponibili presso i centri termali. In tutti i casi, però, bisogna diffidare del fai da te o dei consigli del vicino: prima di sottoporsi a un trattamento termale è bene chiedere consiglio al medico, perché anche le acque, i fanghi o le inalazioni hanno le loro controindicazioni.
In linea generale si può dire che un soggiorno alle terme non può che giovare, se non altro perché consente un periodo di relax. Ma alcune applicazioni, proprio perché molto efficaci, possono interferire con altre terapie oppure peggiorare il decorso di alcune malattie. Una controindicazione fra tutte: poiché le cure termali sono fortemente stimolanti, devono essere evitate in tutti i casi di neoplasie perché potrebbero stimolare l’accrescimento del tumore con conseguente diffusione delle metastasi.

Conoscere per consigliare
Spesso ai pazienti non viene consigliata la cura termale perché manca, talvolta agli stessi medici, la conoscenza dei possibili impieghi. Per questo è importante la corretta informazione: per utilizzare il trattamento più idoneo alla patologia riscontrata, per conoscere le controindicazioni e, soprattutto, per sollecitare gli utenti al consulto specialistico prima di accedere alle cure. Vediamo quali possono essere gli impieghi dei differenti trattamenti.

L’importanza delle acque termali
Ciascun tipo di acqua termale ha una particolare caratteristica dovuta agli elementi che vi sono disciolti a seconda del territorio in cui transita.
In linea generale le acque si possono distinguere in:

  • Arsenicali e arsenicali ferrugginose: l’arsenico disciolto naturalmente non è in dosi tossiche; le ferruginose hanno anche elevate concentrazioni di metalli come ferro, rame, zinco, nichel, alluminio e minerali come il magnesio e il cobalto. Queste acque sono indicate nelle anemie sideropeniche (da carenza di ferro). Le acque miscelate ai fanghi sono utili anche nelle forme artrosiche e come irrigazioni vaginali curano vari problemi ginecologici.
  • Bicarbonate: prendono il nome dal bicarbonato di calcio e di magnesio presente e sono indicate per le patologie renali.
  • Carboniche: contengono elevate quantità di anidride carbonica che ne suggerisce l’impiego negli idromassaggi, nelle vasculopatie periferiche e, come bevande, anche nei problemi digestivi.
  • Salse: contengono cloruro di sodio e vengono utilizzate prevalentemente come bibite e per le irrigazioni vaginali.
  • Salsobromoiodiche: contengono cloruro di sodio, iodio e bromo (è la composizione dell’acqua di mare) sono adatte per le cure inalatorie.
  • Solfate: presentano lo ione solfato ideale per le patologie epatiche; vengono anche miscelate con fanghi.
  • Sulfuree: vi si trova disciolto idrogeno solforato. Lo zolfo è un elemento che ha un’elevata attività antibatterica e antinfiammatoria tale da rispondere a una vasta gamma di impieghi in terapia.
  • Radioattive: è la presenza di un gas nobile disciolto che dà il nome a questo tipo di acqua, il radon. Vengono utilizzate per le irrigazioni vaginali e per alcune inalazioni, ma i pareri sull’opportunità di utilizzare queste acque sono discordi: se alcuni medici sostengono che non esiste pericolo date le basse dosi di radioattività, per altri è meglio non rischiare ed evitarne l’utilizzo.

Vediamo come possono aiutare i trattamenti termali nei disturbi a carico dei diversi apparati…

Vie aeree superiori
L’otorinolaringoiatria ritrova nelle terme il maggior ausilio alla cura: statisticamente il 70% dei trattamenti, infatti, riguarda questa branca delle medicina.
Le cure termali possono prevenire le infezioni recidive delle vie aeree superiori migliorando l’irrorazione delle mucose e liberandole dagli accumuli catarrali.
Le applicazioni più diffuse sono le inalazioni, le insufflazioni e gli aerosol, tutti indicati nelle riniti, nelle otiti, nelle faringiti e nelle laringiti.
Si possono avere effetti collaterali in caso di insufficienza respiratoria, neoplasie maligne delle vie respiratorie, tubercolosi essudativa e in tutti in quei casi in cui le vie respiratorie sono gravemente compromesse e ostruite.

Vie aeree inferiori
Vengono effettuate le ventilazioni polmonari che uniscono le potenzialità terapeutiche dell’acqua all’uso di farmaci in essa disciolte. Le terapie devono essere effettuate sotto stretto controllo del medico pneumologo. Sono indicate nel caso di bronchiti, broncopatie, bronchiectasie. Le controindicazioni del metodo si hanno in caso di enfisema avanzato, crisi asmatica in atto, grave insufficienza respiratoria. La grave insufficienza respiratoria e la tbc sono sempre motivi di esclusione dai trattamenti termali.

Apparato muscolo-scheletrico
Le patologie a carico delle ossa e delle articolazioni trovano grande beneficio dal trattamento con i fanghi ma anche dall’antroterapia che viene effettuata in ambienti dove è possibile creare un microclima idoneo alla cura. Se c’è calore e umidità nell’aria, prodotti dalle acque termali, si parla di grotte; se invece c’è caldo secco di parla di stufe. Questi trattamenti sono indicati in caso di artrosi.
Il corpo del paziente può essere riscaldato anche immergendolo in fieno che, fermentando, produce calore. La tecnica si chiama fitobalneoterapia; in questo caso bisogna accertarsi che il paziente non sia allergico alle erbe utilizzate. Il riscaldamento può anche avvenire in sabbia (psammatoterapia). Tutti questi trattamenti sono sconsigliati in caso di neoplasie, cardiopatie ischemiche, insufficienza respiratoria in fase acuta.

Problemi circolatori
I principali metodi utilizzati sono l’idromassaggio e il camminamento vascolare; nel primo il paziente viene immerso in una vasca sotto getti d’acqua in presenza di particelle di ozono, mentre il camminamento avviene in corridoi d’acqua nei quali si alternano zone calde e zone fredde.
Sono terapie particolarmente indicate per riattivare la circolazione degli arti inferiori. Sono assolutamente da evitare in gravidanza e in allattamento, nei casi d’insufficienza venosa grave, scompenso cardiaco, insufficienza renale. Nei problemi cardiocircolatori sono indicate, fra l’altro, le acque sulfuree, ma l’ozono è una controindicazione. Nella gravi e insufficienza venosa il paziente va indirizzato al chirurgo vascolare.

La pelle
Viene utilizzata la balneoterapia e possono essere trattati eczemi, psoriasi, dermatiti. Le controindicazioni riguardano ancora la gravidanza e l’allattamento, l’ipertensione, le cardiopatie ischemiche.

Trattamenti ginecologici
Le irrigazioni vaginali vengono fatte con acque in grado di attenuare le infiammazioni ma sono controindicate in gravidanza e in caso di tumore della cervice. In caso di gravidanza ogni trattamento deve essere deciso con il ginecologo curante.

Apparato urinario e gastrointestinale
La cura idropinica, indicata per le calcolosi, consiste nel bere molta acqua che abbia qualità depurative, in modo che il continuo passaggio di acqua possa sgretolare i calcoli renali o biliari. È controindicata in caso di grave insufficienza renale o di ostruzione delle vie urinarie e anche in caso di grave scompenso cardiaco. Altro metodo è la doccia rettale, indicata per le sindromi dell’intestino irritabile con stipsi, ma controindicata in caso di neoplasie dell’apparato digerente, coliche biliari in atto, sindromi da malassorbimento. Infine, c’è la idrofangobalneoterapia che unisce le tre cure: la idropinica, i bagni e i fanghi, da evitare in gravidanza e allattamento, ipertensione grave, ictus recenti, insufficienza respiratoria.
Per l’apparato urinario e gastrointestinale le acque minerali in genere non hanno il potere di sgretolare un calcolo, bensì di espellerlo se le dimensioni sono compatibili. C’è quindi il rischio di incunearlo in un restringimento dell’uretere. L’acqua invece ha azione benefica in caso di renella, muco etc.

Una risorsa da utilizzare
Le possibilità di cura offerte dai centri termali costituiscono uno strumento complementare importante del nostro Paese che l’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, si era impegnato a rivalutare. La pratica medica dimostra che sottoponendosi a trattamenti termali mirati è possibile risolvere, ma soprattutto prevenire, molti disturbi: le patologie che hanno la tendenza a cronicizzarsi oppure a presentare manifestazioni recidive che aumenterebbero sia i ricorsi al farmaco sia i giorni di assenza dal lavoro.

COME ACCEDERE AI TRATTAMENTI
Per usufruire delle cure termali con gli oneri a carico del Sistema Sanitario Nazionale è sufficiente l’impegnativa del medico curante. L’impegnativa è valida 365 giorni, ma dall’inizio dell’erogazione della prestazione non possono trascorrere più di dodici giorni: entro tale periodo il trattamento deve essere concluso. Accedendo al trattamento termale il paziente paga un ticket che non è dovuto per gli esenti.
Esiste un accordo fra INPS e INAIL secondo il quale le persone assistite da questi due istituti possono usufruire di cure supplementari non previste per altri pazienti.
Il SSN riconosce un solo ciclo di cure all’anno ad eccezione degli invalidi ai quali ne è concesso uno supplementare.
Per chi vuole saperne di più, la legge che regola la materia è la Legge 24 dell’ottobre 2000 n. 323 “Riordino del sistema termale” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 dell’8 novembre 2000.