Il primo bagno con i fiori

di Nicla Vozzella

Non importa quanto sereno e dolce può essere stato il parto, per il bambino – non solo per la mamma – si tratta di una grande fatica. Freud, addirittura, diceva che il momento di attraversamento del canale del parto è la prima esperienza d’ansia che l’essere umano sperimenta.
Ma senza interpretare l’evento con lo sguardo psicoanalitico, è sufficiente mettersi dalla parte del neonato per comprendere come può essere traumatico venire al mondo.
Innanzitutto c’è un grande dispendio di energie fisiche e un grande impegno emotivo – l’ansia di cui parla Freud – perché finché il piccolo non vede la luce resta trattenuto da un canale che lo avvolge e che gli lascia poche possibilità di movimento. Quando finalmente il piccolo “esce dal tunnel” si trova in un ambiente totalmente diverso da quello che lo ha accolto durante la vita intrauterina; inoltre, dal punto di vista del neonato, questo nuovo mondo è inospitale e lo spaventa. Certo, l’essere accolto fra le braccia della mamma presto acquieterà la sua piccola anima scompigliata, ma il ricordo del parto – sia esso conscio o inconscio – lo porterà dentro di sé per tutta la vita, anche quando crederà di averlo dimenticato.

Tutti noi sopravviviamo, alla fine anche piuttosto serenamente, a questo primo shock iniziale, in ogni caso, se vogliamo provare un rimedio naturale per facilitare al bimbo l’armonizzazione con il nuovo mondo, possiamo aggiungere all’acqua del suo primo bagnetto alcune gocce – sei di ciascun fiore per ogni litro d’acqua – di Star of Bethlehem e di Walnut, due fra i 38 rimedi individuati dal medico inglese Edward Bach.

Primi_bagnettiIl fiore protagonista del primo bagnetto è Star of Bethlehem, detto anche “latte di gallina”, ha origini palestinesi: la leggenda vuole che Maria si fosse nascosta sotto a un cespuglio di questa pianta, il cui nome scientifico è Ornithogalum umbellatum, mentre fuggiva per proteggere la nascita di Gesù. I rimandi alla natività sono anche altri: la corolla del fiore ha sei petali e ricorda la stella di Davide, inoltre con la corolla del fiore viene identificata la cometa che guidò i Magi.
Dal punto di vista botanico il fiore contiene una sostanza – utile alla pianta per difendersi dall’attacco dei parassiti – che se viene in contatto con gli occhi provoca una forte lacrimazione.
Ed è proprio questa caratteristica che Bach sottolineò per assegnare la funzione terapeutica a questo rimedio, che permette alla persona di liberarsi da uno shock, l’aiuta a tirar fuori un’emozione repressa. Le parole che Bach usa sono le seguenti:
Per coloro che si trovano in uno stato di grande angoscia a causa di situazioni che, in un dato periodo, hanno provocato tanta infelicità: lo shock di una cattiva notizia, la perdita di una persona cara, lo spavento per un incidente e altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a chi rifiuta il conforto degli altri”.
La conseguenza del trauma è il blocco dell’energia psicofisica della persona e questo blocco può risalire sia a eventi lontani sia recenti. Può riguardare, come dice lo stesso Bach, un lutto, un incidente, la perdita improvvisa del lavoro. Ma è utile anche per superare il trauma antico della nascita, che in taluni casi può essere più profondo di altri, quando, per esempio, il piccolo nasce con il cordone ombelicale intorno al collo; oppure quando è stato aiutato a venire al mondo con il forcipe o con la ventosa; o ancora quando il parto è stato particolarmente lungo e si è temuto per la sopravvivenza del bambino.

Oltre a Star of Bethlehem, per armonizzare il repentino cambiamento indotto nella vita del piccolo, occorre aggiungere all’acqua del bagnetto anche Walnut: il fiore adatto ai passaggi della vita: dalla nascita ai primi giorni di scuola, al cambiamento di casa o di lavoro…

Star of Bethlehem e Walnut donano pace e tranquillità, poche gocce nell’acqua del primo bagno danno al neonato un piccolo aiuto per incamminarsi nella vita con armonia.