Attenzione a “Barbablù”

Scritto da: Nicla VozzellaBarbablu-copia-1728x800_c

Barbablù è un uomo rinchiuso in una gabbia le cui sbarre sono costituite dall’odio che prova nei confronti delle donne e dalla volontà di dominarle, anche se finge di amarle. La donna che inciampa in un soggetto simile, e che se ne innamora o crede di essersene innamorata, di solito non tiene conto di tutti gli “indizi” che invece avrebbero potuto allontanarla da lui. Spesso vicino a questi uomini le donne si sentono inquiete, senza rendersi conto che è un campanello d’allarme: è la loro guida interiore che le mette in guardia e le invita a proteggersi.

Barbablù è un sadico sistemico. La smania di possesso, di controllo e il suo delirio di onnipotenza lo portano a collezionare molte relazioni, anche vissute contemporaneamente e in segreto. Possiede talvolta il gusto di “strappare” le compagne ad altri uomini e fa “carte false” per averle. Se poi loro, rinsavite, lo abbandonano lui resta prigioniero del risentimento e della volontà di vendicarsi. Barbablù è un collezionista di relazioni, ma trasforma il desiderio erotico del Don Giovanni in aggressività. Le sventurate che incappano in questo uomo, seppur senza alcuna colpa, finiscono per essere vittime-complici, perché negano l’importanza della loro intuizione iniziale e del loro sentire profondo. Talvolta le vittime di soggetti simili sono identificate nella sub personalità della “crocerossina”, come si direbbe in Psicosintesi, e si illudono di poter aiutare a guarire l’uomo “tendenzialmente psicopatico” che amano.
La relazione nasce quindi da un bisogno reciproco: per lei aiutare, per lui ampliare le conquiste e ottenere una conferma del proprio potere da contrapporre al senso di inadeguatezza che lo accompagna dalla gioventù. Entrambi quindi entrano in quello che l’Analisi Transazionale definisce un “gioco” e interpretano un copione prestabilito. Il gioco finisce solo se la donna si “risveglia” e abbandona l’uomo, che nel frattempo ha cominciato a manifestare la sua vera essenza diventando aggressivo, violento, persecutorio perché perde terreno. Quando sente che lei lo sta lasciando sembra impazzire e mette in atto minacce e strategie denigratorie per ancorare la vittima a sé facendola sentire in colpa.
Il più delle volte occorre un aiuto esterno per mostrare alla donna ciò che non riesce a vedere, altre volte un insight più intenso degli altri le dà una certezza rispetto alla propria intuizione del pericolo; in altri casi, non rari purtroppo, sono le cronache a raccontare come la storia è andata a finire. Questi uomini possono infatti diventare dei veri e propri mostri: perseguitare le donne che li hanno lasciati – sia con strategie di stalking sia in altri modi invasivi e aggressivi – sino ad arrivare a far loro del male e a ucciderle.

L’identikit di Barbablù
Se i barbablù avessero davvero la barba blu (come il protagonista della fiaba) per le donne sarebbe facile riconoscerli, ma purtroppo sembrano uomini “normali”. Sembrano, perché, a dire il vero, qualche incongruenza nel loro comportamento può essere colta fin da subito, ma la vittima designata mette in atto una rimozione che non le consente di portare alla coscienza i segnali che le giungono dall’intuizione. Generalmente il maschio in questione rappresenta un partner rassicurante: maturo, professionalmente realizzato, con una linea di comportamento apparentemente integerrima. In realtà fin da subito alcuni segnali potrebbero mettere in allarme: spesso infatti sono uomini con qualche problema fisico – non sempre grave o eclatante – ma una caratteristica che loro vivono con disagio (proprio come una specie di barba blu!). Magari a metterli a disagio è una particolare conformazione fisica, le conseguenze di un incidente o di una malattia. Spesso hanno più di un matrimonio o di una convivenza alla spalle, storie di cui raccontano poco, pochissimo, soprattutto non sono mai chiari nello spiegare perché sono finite (e ciò non accade per riservatezza!). Il fatto che abbiano avuto delle relazioni lunghe e ufficializzate fa supporre alle vittime che siano affidabili e che forse siano solo sfortunati, capitate con donne non abbastanza amorevoli. Così le ignare sì convincono che siano uomini con cui si potrebbe “fare sul serio”: non pensano anche il Barbablù della fiaba aveva sposato le sue donne prima di massacrarle (e la fiaba non ci dice quante ne massacrò senza sposarle). Se con questi uomini casualmente si tocca l’argomento “ex” manifestano un forte risentimento, tendono a non dare troppe spiegazioni; poiché, per fortuna, queste ex non sono accatastate in una stanza come le mogli del vero Barbablù, se vi giungono informazioni da qualcuna di loro o da conoscenti… tenetene conto!

Questi uomini malati, perché di patologia si tratta e non di semplice nevrosi, sono spesso dei collezionisti, non solo di vittime, ma anche di oggetti. Non possiedono però l’amore del collezionista vero: nelle loro abitazioni infatti gli oggetti sembrano ammucchiati, acquistati o raccolti in modo compulsivo. Se gli farete qualche domanda su questo non vi parleranno di una passione che li guida, potrebbero invece dirvi piuttosto che sono oggetti appartenuti alle ex che non hanno avuto il tempo di buttare. Simbolicamente è come se quegli oggetti fossero i “cadaveri accatastati” delle ex di cui in quel modo i barbablù non perdono il possesso. Niente fa più infuriare il barbablù dell’abbandono, se poi è seguito a un tradimento perdono la ragione.

A volte questi uomini hanno delle fissazioni che delineano un quadro paranoico: possono essere convinti di essere perseguitati dal male o da spiriti malvagi; si tratta di fantasmi prodotti dalla loro mente malata, ma cercheranno di coinvolgervi in queste ossessioni per trasmettervi le loro paure. Possono avere repentini cambiamenti d’umore e d’atteggiamento e mostrarsi scontrosi e violenti sia verbalmente sia nei fatti; salvo poi ritornare quasi per incanto a essere amabili e cordiali. Molto spesso dimenticano ciò di cui avete parlato il giorno prima anche se si trattava di argomenti importanti e di loro interesse: non è una questione di scarsa memoria o di disattenzione, ma è un effetto della tensione causata dallo sforzo di controllarsi e sembrare ciò che non sono. In alcuni momenti di particolare stress, possono manifestare tratti che rasentano la schizofrenia: sentono voci, hanno visioni, potrebbero dirvi che stanno sviluppando dei poteri paranormali. Fate attenzione: è la patologia che si manifesta!

Segnali forti e chiari
Quando una donna più o meno equilibrata è alla presenza di un uomo barbablù in genere lo sente. E lo sente istintivamente, subito, anche se potrebbe non riuscire a rendersene conto per molto tempo: avverte immediatamente un senso di inquietudine che non sa spiegare, ma che si fa più forte quando magari va a casa sua o sale sulla sua auto. In generale l’inquietudine si accentua quando si trova sola con lui, lontano da luoghi pubblici; purtroppo questo moto interiore viene erroneamente interpretato come soggezione, imbarazzo causato da un nascente sentimento amoroso. Non è di questo che si tratta, ma di paura. Paura allo stato puro che le “antenne” femminili captano come se le donne conoscessero il rischio al quale stanno andando incontro. A posteriori, infatti, le donne che hanno avuto a che fare con barbablù potranno dirvi che “le farfalle nello stomaco” tipiche dell’innamoramento sono ben altra cosa. Le sensazioni che questi uomini malati sollecitano nelle donne sono negative, pesanti, “tirano giù”, nel profondo dell’anima, non innalzano al cielo come accade invece per l’amore “sano”. Se comincerete a frequentare un barbablù vi sveglierete spesso più stanche di quando siete andate a dormire; poco a poco vi farete serie e smetterete di sorridere; chi vi vuole bene comincerà a farvi notare che la presenza di quell’uomo così strano nella vostra vita (strano perché gli altri lo vedono per quel che è) vi ha cambiate, ma vi ci vorrà un po’ prima di ammettere a voi stesse che è davvero così.
Una donna, quindi, lo sente subito quando ha a che fare con un barbablù, ma non si fida di se stessa né di chi le sta intorno, così prosegue la frequentazione e pian piano si invischia. Non ascolta la propria voce interiore e va avanti. Trova giustificazioni agli strani comportamenti dell’uomo attribuendoli e una sofferenza interiore, che lei, con il suo amore, prima o poi riuscirà a lenire. Trova giustificazioni persino alle tracce di tradimento lasciate da altre donne. Eppure nel profondo di sé è consapevole del fatto che barbablù non cambierà, ma continua a far finta di credere ai miracoli.
Spesso le donne che incappano in questi soggetti hanno poca autostima, anche se gli altri le vedono come donne “in gamba”, loro, nel profondo, credono di non meritare un amore “sano”; così cercano di guarirne uno malato. E per un certo periodo la relazione funzionerà, perché barbablù davanti a donne sottomesse si calma, non si sente minacciato. Ma provate a riconoscere un vostro talento: vi demolirà per riportarvi alla sudditanza! Quando sono calmi i barbablù simulano verso la donna protezione e contenimento, quando in realtà sono loro a riceverlo da chi li ama e li sopporta. Per un po’ queste donne saranno compagne ideali finché riusciranno a tacitare quella vocina interiore che cerca di risvegliarle. Quando cominceranno a svegliarsi lui le accuserà di essere cambiate e di essersi montate la testa, le farà sentire in colpa per come sono sia caratterialmente sia fisicamente: le definirà presuntuose e irriconoscenti, troppo magre o troppo grasse. Terminati i litigi i barbablù faranno cadere dall’alto il loro perdono e il loro amore nel tentativo di accentuare nella donna il senso di colpa per non lasciarla andare.

Un’intimità non intima
Fra i campanelli d’allarme che i barbablù fanno tintinnare uno riguarda la sessualità: questi uomini a volte hanno delle grosse difficoltà, altre volte al contrario conoscono bene le arti amatorie.
Che siano grandi amatori oppure impacciati e impotenti noterete che questi uomini non perdono mai il controllo con voi – questa è anche la causa delle loro disfunzioni sessuali quando ci sono – e potrebbero poi recriminare attribuendovi una scarsa competenza sessuale oppure potrebbero dirvi che non siete abbastanza attraenti. Non credetegli! La denigrazione è solo un modo per esercitare un controllo su di voi. Certe volte questi uomini – incapaci di una vera intimità – preferiscono frequentare delle prostitute: poiché queste donne vengono pagate loro si sentono in diritto di umiliarle o maltrattarle, cosa che non riescono a fare sempre con voi per non mostrare troppo apertamente la loro natura. Anche messi alle strette negheranno queste frequentazioni per mantenere un’immagine integerrima, ma se avete un’intuizione… fidatevi di voi stesse! Se non sarà una prostituta a denunciarlo per abusi fatelo voi, così salverete anche lei.
Occorre non dimenticare che questi sono uomini frustrati che sviluppano comportamenti malati caratterizzati da una certa “serialità”: tendono a riproporre degli schemi di comportamento, fateci caso e fate attenzione.
Nell’intimità con questi uomini ci sarà sempre qualcosa di non convincente e sarà sempre quella vocina interiore a farvelo notare. Non sentitevi quindi comprensive vero le loro defaillances e neppure gratificate dalla loro prestazioni. Date ascolto alla vostra intuizione e se c’è qualcosa che non vi quadra mollate il colpo e sparite, anche a costo di passare voi per pazze. Pensate a salvarvi, la vita è la vostra!

Quando ci si sveglia
In seguito all’ennesimo scatto d’ira dell’uomo che non riuscite più a sopportare, davanti al dubbio di un tradimento mal celato o in seguito alle parole di una persona di cui la donna si fida o semplicemente grazie all’ascolto di sé e all’autoconsapevolezza… a un certo punto la donna si sveglia e decide di sapere. Allora tutti i tasselli del puzzle vanno insieme, alcuni comportamenti strani trovano una spiegazione, sensazioni confuse diventano chiare e si comprende la vera natura di chi si ha davanti. Come accade nella fiaba l’ingenua sposa decide di guardare dentro alla stanza proibita. Questa è una situazione senza ritorno. Da questo momento in poi il vero problema sarà solo quello di riuscire a liberarsi dell’uomo – oramai trasformato in un sadico mostro – senza rischiare la propria incolumità. Quando lo avrete smascherato non affrontatelo da sole, è importante trovare il coraggio di chiedere aiuto alle forze dell’ordine: se vivete con lui lasciate la casa quando lui non c’è e chiedete ospitalità a qualcuno che possa proteggervi, non pensate di poterlo affrontare da sole!
Questi uomini infatti sono pericolosi sempre, ma tanto più lo diventano quando vengono scaricati: possono trasformarsi in persecutori, stalker; possono diventare violenti, sia verbalmente sia nei fatti. Possono creare difficoltà alle donne nel lavoro, nelle amicizie, con i nuovi partner. Insomma, se avete lasciato – da vive – un barbablù avete un nemico. Ma c’è una nota positiva in tutto questo, e non è solo il fatto che adesso siete libere: i barbablù in fondo sono dei pusillanimi, la loro forza è alimentata dalla vostra paura; quindi fatevi difendere, fate muro, non accettate le provocazioni, restituite al mittente gli insulti, segnalate le sue intemperanze alle forze dell’ordine e vedrete che questo pazzo scatenato diventerà solo una povera vittima di se stesso, del proprio odio e della propria patologia.

Un aiuto è indispensabile
L’aver definito le donne che incontrano questi uomini vittime-complici non significa giudicarle, anzi, la loro modalità di relazione deriva da qualcosa imparato quando erano molto piccole, è una modalità non consapevole che senza un adeguato aiuto non riesce a essere vista e corretta. È quindi di aiuto che queste donne hanno bisogno, così come di aiuto avrebbero bisogno i barbablù solo che loro non lo ammetteranno mai!
Le donne che riescono a uscire da queste relazioni, se sono rimaste invischiate molto e a lungo, hanno bisogno di essere accolte e tranquillizzate circa la loro amabilità: non sono sbagliate, hanno incontrato un uomo malato e, per la grande capacità d’amare che possiedono, lui le ha riconosciute e le ha scelte e le ha volute. È di un amore particolare che questi uomini hanno bisogno, così come quello che non hanno ricevuto o che hanno ricevuto in modo malato dalle loro madri; se ci fate caso, infatti, sono uomini che hanno rapporti conflittuali o al contrario simbiotici con le proprie madri. Ciò nonostante, non tocca a voi donne guarirli lasciate che trovino un altro modo per colmare questo bisogno e, se proprio li amate, tornate quando si saranno fatti curare. Nel frattempo chiedete aiuto per voi stesse, siete state vittime di abuso anche se magari non ve ne rendete conto. Non sminuite ciò che vi è accaduto, trovate la forza di guardare a tutta la vicenda insieme a un esperto; rivolgetevi a un’associazione dove le donne vengono aiutate, prendetevi tutto il tempo necessario per ritrovare il vostro equilibrio e per evitare di fare un altro incontro simile dal quale potreste non riuscire a liberarvi. Siate prudenti, voletevi bene, imparate a proteggervi, salvatevi! L’aver incontrato un barbablù non fa di voi delle donne sciocche, siete solo delle vittime, fatevi aiutare a elaborare questo vissuto e cercate, se possibile, di mettere in guardia altre donne raccontando la vostra esperienza. E soprattutto, siate certe che gli uomini non sono tutti uguali, ne esistono anche di “sani”, capaci di amare in modo “sano”; finché non avrete incontrato uno di questi, però, ricostruite voi stesse e abbiate il coraggio di stare da sole: siete forti abbastanza per farlo!

La storia di Barbablù
Barbablù era un uomo attempato, benestante; aveva avuto diverse mogli (che nessuno sapeva dove fossero finite), ma ne cercava un’altra. Prese così a corteggiare tre sorelle, le due maggiori lo trovavano inquietante e non accettarono le sue attenzioni, la terza giovane e inesperta si disse che non le importava che quell’uomo avesse la barba blu, lei andava oltre le apparenze e lo sposò. Lui la portò nel suo grande castello, la copri di ricchezza e di attenzioni, le consegnò tutte le chiavi delle stanze, ma le raccomandò di non aprirne mai una.
Un giorno l’uomo partì e la giovane sposa cedette alla curiosità di aprire l’unica stanza che le era proibita.
Ciò che vide la sconvolse: era piena degli scheletri e dei cadaveri ancora sanguinanti delle precedenti mogli di Barbablù. Per lo spavento la chiave della stanza le cadde a terra e si macchiò di sangue senza che ci fu modo di pulirla. Quando il marito tornò e vide la chiave macchiata comprese che la moglie aveva ceduto alla curiosità. Decise di ucciderla ma per fortuna lei trovò un espediente per prendere tempo e chiedere aiuto; così diede modo ai suoi fratelli, chiamati dalle sue sorelle, di giungere al castello e di liberarla.

Ora, da Da Marie-Louise von Franz a Bruno Bettelheim diversi autori si sono dedicati alla lettura “psicologica” delle fiabe; non si vuole quindi ripercorrere tali approcci; ci limiteremo qui a una rapida lettura simbolica. Le giovane ingenua non ascolta le voci delle sorelle più grandi (le parti più consapevoli di sé) che la mettevano in guardia dallo sposare quello strano uomo. La sua apertura al mondo, il suo dono di non essere giudicante, la portano a sposare l’uomo nonostante l’evidente difetto fisico, la barba blu (che poi rappresenta una nota oscura dell’anima, il male che traspare sul viso). Quando la giovane donna comincia a fidarsi della propria saggezza interiore apre la stanza proibita perché comprende che “conoscere” è più sano di “ignorare”. Davanti allo scempio compiuto dal marito non può far altro che chiedere aiuto alle parti più forti di se stessa: i fratelli che – da maschi – la pongono su un piano di parità e non di sottomissione nei confronti del marito; in questo modo riesce ad affrontarlo e a vincerlo.
La fiaba è la storia di una crescita interiore, narra l’evoluzione del femminile che impara a fidarsi di ciò che sente e a proteggersi da sé.