Amore orizzontale o verticale?

Scritto da: Nicla VozzellaAmori verticali orizzontaliQual è il tipo d’amore che avete appena vissuto? (se lo state ancora vivendo non rispondete). È un amore orizzontale o verticale? La domanda non riguarda le “posizioni sessuali”, ma come si pone l’amore in sé in questa vostra vita. Vi sono infatti amori che si sviluppano piano piano, nel tempo: nascono, crescono, vivono a lungo e poi, a volte, finiscono. Questi sono gli amori orizzontali, che poi non sempre finiscono ma evolvono e si trasformano e possono durare anche tutta la vita. Vi sono poi quegli amori che arrivano come fulmini a ciel sereno, ci regalano giorni, al massimo qualche mese, di inebriamento e poi si spengono talvolta drammaticamente altre volte scoppiano come bolle di sapone. Questi sono gli amori verticali.

Poiché nell’economia dell’esistenza nulla accade senza senso, qualunque sia il tipo d’amore che vi ha riguardato nell’ultimo periodo certamente vi avrà regalato qualcosa anche se, magari perché è finito da poco, ancora non riuscite a vedere i doni che vi ha lasciato.
Proviamo quindi a esplorare insieme queste diverse esperienze.

Amori orizzontali
È molto probabile che se vi siete imbattuti in un amore orizzontale lo stiate ancora vivendo – ma non è detto – senz’altro avrete notato che non tutto è come il primo giorno: batticuore, “farfalle nello stomaco”, insonnia e inappetenza, avranno lasciato il posto a intimità, condivisione, sostegno reciproco, tenerezza. La passione dei primi incontri, condita anche con una bella dose di insicurezza, avrà dato spazio all’armonia, al rispetto dei tempi dell’altro, alle coccole e anche a giochi erotici che magari nei primi tempi non avete osato proporre.
In un amore orizzontale c’è posto per tutto: la stanchezza, i no, gli spazi personali da vivere non in coppia, le liti, il fare pace.
Questo non è l’elogio dell’amore orizzontale, ma è evidente che è un’esperienza che rassicura circa la propria amabilità. In un amore orizzontale ci si sente “sognati, pensati” da qualcuno che poi è al nostro fianco nel bene e nel male, in salute e in malattia, sia che l’unione sia stata ufficializzata davanti al sindaco o a un ministro di culto oppure no. Questo tipo d’amore costituisce una certezza.
Il rischio, perché in ogni situazione vi è sempre un rischio, è di dare questo amore per scontato, di non alimentarlo più, di non curarlo e allora non si trasformerà, non diventerà un percorso ma somiglierà sempre di più a un elettroencefalogramma piatto e, alla fine, si spegnerà. Lasciando frustrazione, profondo sconforto, senso di perdita almeno in chi ci ha creduto sino in fondo.
Nell’amore orizzontale “facciamo dei due l’uno”; in questo tipo d’amore c’è spazio, durante alcune fasi evolutive, per picchi di “amorosa verticalità”!
Forse è più facile sentirsi disillusi e amareggiati dopo la fine di un amore orizzontale, ma per fortuna ogni stato d’animo prima o poi cambia e ritroveremo il nostro equilibrio.

Amori verticali
Queste sono le storie che forse ricorderemo per tutta la vita, salvo poi domandarci: “ma come diavolo ho fatto a perdermi così?”. Eppure anche questo tipo d’amore, che disegna nel cielo l’arco di una meteora, ha una grande importanza nelle nostre vite ed è bene che si alternino, senza esagerare, amori orizzontali e verticali. L’amore verticale è quasi sempre un catalizzatore che attiva in noi risorse che non credevamo di possedere, talvolta rimette in moto le energie un po’ sopite da lunghi periodi di solitudine, magari dopo la fine di un amore orizzontale, e ci consente così di trasformare noi stessi e di prepararci al prossimo amore che verrà.
Ma come sono questi amori verticali? Fantastici! Verrebbe da rispondere, almeno mentre li stiamo vivendo perché ci sentiamo onnipotenti e invincibili. Siccome però capita di osservali a posteriori, l’aggettivo “fantastico” è spesso fuori luogo e non sempre riusciamo a utilizzarlo a distanza di tempo.
Dopo un amore verticale ci scopriamo cambiati, siamo spesso molto diversi da prima.
L’amore verticale è come un salto quantico, cambia la nostra energia e ci rimette in gioco, anche facendoci soffrire. I tempi di recupero dopo un amore verticale possono essere lunghi o corti, non c’è una regola e non ha importanza, sarà stata comunque un’esperienza che ci ha mostrato una parte di noi che non conoscevamo e che ora ci accompagnerà per sempre.
Nell’amore verticale “facciamo due” per un breve istante, ma poi torniamo a concentrarci su noi stessi: sia per elaborare la fine di questo amore che ci sembrava tanto perfetto e speciale, sia perché trascorriamo del tempo a domandarci “come mai?”.

La vita è come un fiume
Secondo i taoisti la vita è come un fiume e bisognerebbe possedere la maestria di lasciarsi portare dalla corrente e, al tempo stesso, di saper orientare il nostro percorso non perdendo mai il timone e mantenendoci sempre equidistanti dagli argini. E questo varrebbe anche per l’amore. Tuttavia, la maggior parte di noi è imperfettamente umana e non possiede la saggezza dei taositi, per cui capita che ci lasciamo travolgere dalla corrente: a volte riusciamo a mantenerci equidistanti dagli argini (spesso è un caso), perché magari stiamo vivendo un amore orizzontale; altre volte scivoliamo nelle rapide, inseguendo un amore verticale. Le mappe che aiutano i naviganti d’altro genere non valgono per quelli che si innamorano. E allora… gli amori vengono e vanno, ci accompagnano o ci travolgono, ma sempre, anche nelle vicende più sofferte, se poi guardiamo la nostra imbarcazione che faticosamente ha percorso il fiume e, inevitabilmente è giunta sino al mare, scopriamo che è piena di doni, doni dei quali non sapevamo di avere bisogno, ma che l’Universo, nella sua infinita saggezza, ha invece ritenuto di farci arrivare.

I doni degli amori
Orizzontali o verticali gli amori sono sempre dispensatori di doni preziosi per noi e per la nostra evoluzione. Trascorso il tempo del dolore, del dispiacere, della mancanza, della rabbia e della frustrazione, ci scopriamo sempre persone nuove e più consapevoli.
Ci sentiamo “unificati” perché dopo la fine di un amore gli opposti in noi riescono a ritrovare l’armonia. Quindi potrà accadere di sentirci più cauti, ma anche pronti a entusiasmarci di nuovo; più consapevoli del nostro valore e di ciò che vogliamo, ma anche pronti ad accogliere i desideri dell’altro e a riconoscere il suo di valore; più capaci di dire dei no, ma anche più flessibili per pronunciare dei sì; più attenti al nostro benessere fisico e psicologico, ma anche attenti al benessere dell’altro; più fermi nel salvaguardare le nostre libertà individuali e i nostri spazi, ma anche più pronti alla condivisione con l’altro e a rispettare i suoi confini; saremo capaci di trasformarci ancora, perché avremo compreso che la vera armonia è quella che si realizza con l’unificazione degli opposti. Dunque, che sia stato un amore orizzontale o verticale poco importa: doni preziosi li avrà lasciati in ogni caso.

Non c’è una regola sui tempi di recupero, la fine di un amore è sempre come un lutto: occorre del tempo per elaborare. Ma in ogni caso, poi, guardando indietro, non potremo far altro che rispolverare la saggezza latina di Marco Aurelio e credere che: “Tutto quello che succede accade perché deve e se tu osservi con attenzione vedrai che è proprio così”.