Trappolina e Trappolona

Scritta da: Nicla Vozzella

In un tempo non molto lontano, vivevano Trappolina e Trappolona; erano due gemelle ma, per uno strano caso che la scienza non riuscì a spiegare, erano cresciute in modo diverso: Trappolina era restata piccina, mentre Trappolona era diventata grande.

Le due gemelle trascorrevano la vita sempre insieme, nonostante la differenza d’età non si erano mai separate. Tuttavia la loro convivenza era difficilissima: continuavano a litigare!

“Stai alle regole!”, “Stai composta!”, “Non scherzare!”, “Basta giocare!”, “Cresci!”: erano i continui rimproveri che Trappolona rivolgeva a Trappolina.

Dal canto suo la piccina cercava di farsi ascoltare continuando a comportarsi in modo da irritare ancora di più Trappolona.

Non potevano a fare a meno l’una dell’altra, ma insieme nessuna delle due riusciva a essere completamente felice: Trappolina si sentiva sempre sbagliata, perché veniva continuamente sgridata e non poteva esprimere tutta la sua gioia e il suo entusiasmo; mentre Trappolona spesso era triste perché, in fondo, le sarebbe piaciuto avere un po’ della voglia di giocare della sua gemella, ma non riusciva proprio a trovarla in se stessa. Altre volte, invece, Trappolona era arrabbiata perché nonostante si sforzasse di essere ligia ai doveri e di rispettare le regole le cose non andavano mai nel modo in cui le aveva programmate, perché Trappolina si metteva in mezzo!

Un giorno, dopo l’ultimo estenuante litigio, Trappolona e Trappolina decisero di chiedere aiuto alla vecchia saggia che abitava nel loro villaggio.

Si recarono nella sua casa e, dopo che le ebbero esposto in modo concitato i fatti, le chiesero aiuto…

Dopo aver riflettuto a lungo, scrutando le due gemelle da capo a piedi, finalmente la vecchia saggia parlò: “Ah, mie care, il vostro problema è davvero serio, ma desidero aiutarvi perché tantissimi anni fa anch’io mi trovai in una situazione simile alla vostra…”

“Avevi anche tu una gemella grande che ti sgridava sempre?”, domandò Trappolina.

“Non interrompere e lasciala finire!”, ribatté subito Trappolona.

L’anziana donna sorrise e poi rispose a Trappolina: “In un certo senso sì, ma quella è un’altra storia. Ora dobbiamo pensare a voi. Allora… ascoltatemi bene…”

Le due gemelle erano tutte orecchi.

“In quella che chiamano la ‘terra dei cento laghi’ – continuò l’anziana – ne esiste uno speciale con il fondale di smeraldo. Questo minerale prezioso oltre a rendere l’acqua di un verde brillante particolare, le conferisce un grande potere: chiunque vi si immerga ritrova la pace e la capacità di sentirsi in armonia con tutto ciò che esiste. Ciò che voi dovete fare è proprio recarvi in quella terra, trovare il lago e immergervi nell’acqua tenendovi per mano, affidandovi l’una all’altra…”

“Sì, sì, che bello, andiamoci subito!”, disse con entusiasmo Trappolina.

“Stai zitta e lasciala finire. E non credere che sia così facile!”, disse stizzita Trappolona.

La vecchia saggia sorrise e proseguì: “Comprendo il tuo entusiasmo Trappolina, è molto bello che tu sia così piena di gioia; però Trappolona non ha torto quando dice che non sarà così facile. Infatti, non solo la strada per raggiungere la ‘terra dei centro laghi’ è molto lunga e i sentieri che dovrete percorrere sono impervi, ma non sarà facile per voi affidarvi l’una all’altra se continuerete a litigare come è accaduto sino ad ora. D’altra parte, non potrete fare altrimenti perché questa è l’unica soluzione al vostro problema!”.

Dopo aver concluso, l’anziana stette in silenzio e prese a guardare nel vuoto come persa nei suoi pensieri… o, forse, nei ricordi.

Trappolona timidamente domandò: “Cosa possiamo fare affinché il viaggio proceda senza rischi?”

“Ah, mia cara, tutto il viaggio sarà un rischio, o meglio, una ‘prova’ per voi! – esclamò l’anziana come risvegliandosi da un sogno – Tu che sei più grande dovrai programmare le tappe, preoccuparti delle provviste, stare attenta ai pericoli e, soprattutto, dovrai tenere conto dei ritmi di Trappolina. Lei, infatti, si stancherà e tu la porterai in spalla; vorrà tornare indietro e tu la incoraggerai a proseguire; avrà paura e a te toccherà rassicurarla…”

“Insomma, devo fare tutto io, come al solito!”, sbottò amareggiata Trappolona.

“No, mia cara, non tutto, solo quello che puoi fare solo tu. Ma alla fine del vostro viaggio, giunte alla meta, nella ‘terra dei cento laghi’, solo Trappolina saprà riconoscere il lago giusto nel quale immergervi, perché il suo colore è visibile solo agli occhi dei bambini. E tu dovrai fidarti di lei perché non avrete una seconda possibilità. Se siete pronte a correre questo rischio avete la mia benedizione perché sia davvero un buon viaggio”.

Le due gemelle si guardarono perplesse, ma sapevano di non avere alternative, era troppo tempo che litigavano ed erano sfinite: il bisogno di pace lo avevano entrambe.

Così, ringraziarono l’anziana e si prepararono al lungo cammino che le attendeva.

Trappolona aveva pianificato tutto: tappe, provviste, abiti adeguati e… una buona dose di pazienza.

Trappolina viveva l’esperienza come un gioco, era entusiasta e quando partirono trotterellava felice accanto alla gemella.

Ma l’entusiasmo della piccola durò poco… Strada facendo, infatti, Trappolina cominciò ad accusare la stanchezza: Trappolona, senza giudicarla per la sua fragilità (come faceva di solito), la caricò sulle spalle e continuò il cammino senza brontolare.

La strada sembrava non finire mai, più di una volta Trappolina provò a convincere la gemella grande a tornare indietro, ma Trappolona seppe trovare le parole giuste per incoraggiare la piccola senza perdere la pazienza.

Il percorso era così lungo che le due gemelle dovettero trascorrere diverse notti nei boschi e Trappolina aveva tanta paura del buio: Trappolona non la derise mai, anzi, quando calava la notte se la stringeva al petto e la rassicurava con dolcezza.

Un pomeriggio, proprio al tramonto giunsero finalmente su una collina da cui si potevano vedere tutti i ‘cento laghi’: Trappolina e Trappolona si guardarono e si sorrisero piene di soddisfazione. Lungo la strada Trappolona aveva imparato a essere comprensiva con la sua gemella piccola, e anche Trappolina cominciava a provare una certa simpatia per la gemella grande che aveva smesso di sgridarla.

Le due gemelle stettero un po’ lì, in silenzio, a guardare quei meravigliosi laghi.

“Sono bellissimi, ma a me sembrano tutti uguali – disse la gemella grande – Solo tu Trappolina puoi riconoscere il lago di smeraldo!”.

“Ma io sono piccola, non sono capace di scegliere, e se poi sbaglio? Tu dici che faccio sempre pasticci: ho paura di combinare un guaio”, rispose la piccolina.

“Io mi fido di te Trappolina: tu indica il lago e io ti seguirò!”

“Ma se sbaglio? Tu ti arrabbi?”, chiese Trappolina.

“No, prometto che qualunque scelta tu faccia non la giudicherò e ti dirò solo grazie d’averci provato!”, disse dolcemente Trappolona.

Il viso di Trappolina si aprì in uno splendido sorriso! Era raggiante! La piccola prese la gemella grande per la mano e insieme scesero lungo la collina, percorsero ancora un po’ di strada sino a quando Trappolina, con gli occhi pieni di gioia, disse: “È quello! Lo riconosco: è il lago di smeraldo! È quello, vieni Trappolona! Tieni stretta la mia mano ed entriamo in acqua!”

Trappolona non esitò neppure un istante e seguì la gemella. Appena si furono immerse tutto si tinse di un verde magnifico, così brillante che era quasi accecante. Le due gemelle si abbracciarono nell’acqua e capitò qualcosa di davvero incredibile: si fusero in un’unica meravigliosa creatura, una donna bella come se ne erano viste poche. Ma ciò che la rendeva così splendida era la luce che emanava, era come illuminata da dentro.

La donna, come se nascesse in quel momento, sorrideva beata al mondo circostante ed era in armonia con tutto il creato. Uscì dall’acqua, si sedette sulla riva del lago e scrisse il suo nome sulla sabbia: “Libera”.