La sincronia madre-feto

Scritto da: Nicla Vozzella

Ipnosi gravidanzaQuando si parla di ipnosi ci si riferisce subito alla mente; ma la nostra mente è qualcosa che trascende la semplice fisiologia e che tuttavia proprio nella fisiologia radica le sue propaggini.
Al contrario di quanto si può essere indotti a credere, l’ipnosi si basa su un approccio olistico e non solo psicologico, perché la mente “è” nel corpo. È evidente quindi, che qualunque forma di separazione si voglia mettere in atto non ha alcun senso. Infatti, non esiste mente senza corpo, pensiero senza movimento, ragione senza emozioni: tutto ciò che proviamo, pensiamo, sognamo viene percepito anche nel corpo.
Grazie agli strumenti che l’ipnosi ci offre è possibile raggiungere il sincronismo mente-corpo, ovvero quell’unione che fa sì che lo stato di coscienza sia tale da non percepire più alcuna separazione; ed è proprio questa sincronia che ci consente di recuperare lo stato di benessere.

La comunicazione mente-corpo
Compiere la sincronizzazione di cui si è parlato non è sempre facile, soprattutto per noi occidentali che abbiamo una visione parcellizzata del nostro corpo. Recenti discipline, però, come la Psiconeuroendocrinoimmunologia (Pnei) hanno come obiettivo quello di comprendere come avvenga la comunicazione fra la psiche, il sistema neuroendocrino e quello immunologico (da qui Pnei). Ciò che finora si è compreso è che il sistema Pnei è una sorta di network che concorre a mantenere in equilibrio e capace di reagire alle diverse sollecitazioni esterne, da quelle ambientali a quelle emotive.
L’individuo, però, non è quasi mai consapevole del continuo scambio di informazioni che avviene grazie al network Pnei e così, paradossalmente, si potrebbe dire che ciascuna persona ha bisogno di essere “rieducata” a percepirsi come una rete di comunicazione ed elaborazione in cui mente e corpo sono la stessa cosa vista solo da due punti di vista diversi.
È qui che si inserisce l’ipnosi: essa ci fornisce lo strumento non solo per diventare consapevoli dell’integrazione mente-corpo, ma essa ci aiuta anche a intervenire attivamente modificando alcune risposte dell’organismo e con il solo esercizio dell’intenzione. Grazie a forme di rilassamento profondo, è possibile sintonizzare la coscienza sulla lunghezza d’onda alla quale mente e corpo comunicano e consentirle di partecipare attivamente al dialogo.
Con un po’ d’allenamento e grazie alla supervisione di un ipnotista qualificato, è possibile imparare alcune tecniche utili a normalizzare situazioni di squilibrio.

La comunicazione madre-feto
Una volta che abbiamo compreso come sia possibile partecipare al dialogo mente-corpo è piuttosto facile intuire in che modo l’ipnosi possa migliorare le interazioni madre-feto. Se infatti le tecniche di ipnosi ci consentono di ascoltare e intervenire fra ciò che mente e corpo si dicono, è facilmente immaginabile come grazie all’ipnosi la donna può raggiungere uno stato di coscienza tale da “sintonizzarsi” su quella della creatura che porta in grembo.
Non bisogna pensare, però, che l’interazione madre-feto ottenuta con l’ipnosi abbia uno scopo solo “affettivo”: essa, infatti, si rivela un valido aiuto per armonizzare gli squilibri che possono insorgere durante i nove mesi.

I cambiamenti della gravidanza
Se da un lato l’attesa di un bambino desiderato è fonte di grande gioia, è altrettanto vero che esiste una forte ambivalenza della donna nell’affrontare il “nuovo” stato. Accanto a emozioni di gioia e di felicità vi sono anche preoccupazione, paura, talvolta rabbia che inducono sbalzi emotivi piuttosto importanti (ai quali contribuiscono anche gli sbalzi ormonali). In gravidanza, quindi, emozioni, ormoni e cambiamenti nello stile di vita si trasformano in messaggi che “corrono sui fili” del sistema Pnei. Il linguaggio che il “sistema donna” (in quanto unità mente-corpo) utilizza per segnalare quanto siano profonde le modificazioni a cui sta andando incontro è quello dei sintomi; possono allora comparire nausea, acidità di stomaco, i gonfiori, palpitazioni e altro ancora.
Questa complessa sintomatologia si permane sino a quando non viene raggiunta la sincronia madre-feto, e si può ripresentare nel corso dei nove mesi ogni volta che “il sistema madre” non riesce a sincronizzarsi con i nuovi cambiamenti che la crescita del “sistema feto” comporta (si usa anche qui il termine sistema perché anche il feto è un’unità complessa).

La funzione della trance ipnotica
Nel carosello emotivo e ormonale che si verifica durante i nove mesi l’ipnosi può avere un importante ruolo nel facilitare la sincronizzazione madre-feto.
Se opportunamente impiegata e insegnata da un terapeuta qualificato, infatti, l’ipnosi può aiutare la donna a entrare in sintonia con il feto.
La trance ipnotica induce un rilassamento profondo dal quale è possibile, per esempio, calmarsi percependo il proprio respiro dall’interno del corpo; allo stesso modo la donna incinta può ascoltare il feto da quel profondo stato di rilassamento e mettersi in ascolto non solo del mondo ovattato nel quale si trova il bambino ma anche del proprio mondo interiore che è sia fisico sia emotivo.
Durante la trance ipnotica la donna raggiunge uno stato di coscienza che le consente anche di entrare in contatto con la propria ambivalenza rispetto alla maternità. Da uno stato profondo di coscienza la futura madre può ascoltare e accogliere il conflitto generato dal volere un figlio e dai molti timori per i cambiamenti che la maternità porta con sé.
Questa profonda accoglienza può avvenire perché nello stato di ipnosi è possibile accogliere gli opposti: per esempio, il più evidente è che non si dorme e contemporaneamente non si è svegli; la compresenza degli opposti durante la trance sfugge al controllo razionale e quindi è libera di manifestarsi.
Ascoltando il proprio mondo interiore, lasciando fluire le emozioni ambivalenti, la coscienza della madre si inserisce nell’incessante dialogo che avviene nel sistema Pnei e può così armonizzare, sempre grazie a un rilassamento profondo, le modificazioni che avvengono nel network. Pian piano i sintomi si attenueranno sino a scomparire perché avranno perso la loro funzione, cioè quella di “attrarre” l’attenzione sulla mancanza di sincronia fra madre e bambino. Infatti, così come in un individuo non in stato interessante, l’ipnosi è in grado di ristabilire quella sincronia mente-corpo che è fondamentale per l’equilibrio psicofisico, nella donna incinta la trance consente di stabilire la sincronia fra il sistema feto e il sistema madre.

L’autoipnosi
Le prime sedute devo avvenire sotto al controllo di un terapeuta, ma poi la futura madre imparerà da sola ad entrare in trance e a rilassarsi, a lasciar emozioni e sintomi e, soprattutto, a comunicare con il bambino.
A proposito dell’autoipnosi, occorre precisare, che qualunque trance ipnotica in realtà può essere definita come un’autoipnosi; infatti, al contrario di quanto la si può essere indotti a credere, se il soggetto non ritiene “conveniente” aderire al progetto di rilassamento che l’ipnotista propone non si verificherà nessun approfondimento della coscienza e quindi non ci sarà alcuna trance.
Questa precisazione è importante perché si è indotti a credere che durante la trance ipnotica vi sia un “addormentamento” della coscienza; in realtà la coscienza non è affatto sedata, anzi, è approfondita (cioè si pone al livello in cui avviene il dialogo mente-corpo), ed è presente una maggior consapevolezza e una migliore percezione di sé. L’unico elemento che manca dal quadro della trance ipnotica è il controllo della razionalità, quella parte che ci fa emettere un giudizio sulle cose e che ci impedisce di accettare la compresenza degli opposti, per esempio. Ed è proprio per questo motivo durante la trance ipnotica due realtà opposte e conflittuali possono tranquillamente convivere senza creare alcun disorientamento.

I benefici sono tanti
L’ipnosi può quindi aiutare la donna ad armonizzare le ambivalenze e a neutralizzare i sintomi in modo consapevole, senza tacitarli ma accogliendoli, entrando in contatto, dialogando con loro da uno stato più profondo di coscienza.
Grazie al rilassamento profondo che avviene durante la trance ipnotica la donna si troverà a un livello di coscienza dove si trova anche il suo bambino. In questo modo le sarà più facile percepire lo stato del feto, il suo benessere, e questo contribuirà anche a tranquillizzarla e rasserenarla rispetto al futuro.
Le tecniche imparate durante le sedute aiuteranno la futura madre a sincronizzare il proprio respiro con quello del feto creando così un nuovo respiro dell’unità “madre-feto” che non sarà la semplice somma dei due respiri, quanto piuttosto un’evoluzione, un soffio vitale nuovo che rappresenta il sincronismo madre-feto.
Tutto ciò che avviene nell’entità madre-bambino che va creandosi agisce sia sul piano emotivo sia su quello fisico e non solo della madre ma anche del bambino.
Grazie all’ipnosi la madre imparerà ad accogliere e rassicurare il feto e a calmare anche le eventuali contrazioni uterine.
Al momento del parto, poi, se già durante la gravidanza la futura mamma avrà imparato l’autoipnosi potrà utilizzare il training autogeno per calmare il dolore e godere di un parto attivo aiutando “da dentro e da fuori del proprio corpo” il bambino a venire al mondo.