Il mondo che verrà

Scritta da: Nicla Vozzella

madrenaturaC’era una volta un mondo davvero inospitale: la terra tremava quasi ogni giorno; divampano frequenti incendi e nuovi vulcani aprivano i crateri alla lava incandescente; l’aria distruggeva ogni cosa con vortici e tifoni; l’acqua causava maremoti.

La vita sul pianeta era quasi impossibile.

Ma le cose non erano state sempre così terribili; infatti, anche se quasi nessuno se lo ricordava più, nel passato pianeta era un paradiso: la terra dava messi abbondanti; il fuoco bruciava solo nei camini; le nuvole erano spettinate da una leggere brezza; l’acqua dei mari era calma. Nonostante la piacevolezza di queste condizioni di vita, le persone non si curavano del loro pianeta e non facevano nulla per salvaguardarne gli Elementi: lasciavano le terre incolte; gli incendi divampavano a causa della disattenzione; nell’aria venivano scaricati vapori tossici; nel mare si scaraventavano i rifiuti e l’acqua veniva sprecata.

Dopo alcuni secoli di osservazione, il Governatore dell’Universo, stanco di un comportamento tanto irresponsabile e irrispettoso da parte degli uomini, convocò i quattro Maghi governatori degli Elementi per mettere a punto una punizione esemplare nei confronti degli abitanti di quel pianeta. “Siamo qui riuniti – disse il Governatore dell’Universo – per stabilire una punizione per gli uomini, che con la loro incuria stanno rendendo il pianeta inospitale non solo a loro stessi, ma anche alle molte specie animali e vegetali”.

Il Mago del Fuoco, che perdeva subito la pazienza disse: “Io so già come punirli: mostrerò agli umani quanto può essere duro lottare con il fuoco e con la lava incandescente”.
“Io – disse il Mago della Terra – sconquasserò le loro case con violenti terremoti”. “Invece, io – disse il Mago dell’Acqua – manderò tremendi maremoti”.
“E io fortissimi uragani”, concluse il Mago dell’Aria.
Ascoltati i loro propositi il Governatore dell’Universo sentenziò: “Così sia! Per tutta l’eternità!”.

Ma a quella riunione aveva assistito, un po’ in disparte, anche Madre Natura che pur essendo arrabbiata per il comportamento degli umani, restava pur sempre una “madre” compassionevole e non voleva distruggere completamente la specie umana. Non avendo potere sui Maghi degli Elementi né sul Governatore dell’Universo fece appello alla clemenza dei convenuti…
“Vi prego, Signori: vogliate far sì che la punizione non sia per l’eternità ma abbia una fine”, implorò Madre Natura.

“Non so come puoi ancora sperare nelle capacità umane – disse spazientito il Governatore dell’Universo – ma considerata la pena che ti sei data per perorare la loro causa, commuterò la durata della punizione a soli cento anni. Ma se alla scadenza del termine gli umani non avranno saputo creare un mondo migliore, la loro pena diventerà eterna. Così è deciso!”.
E così cominciò la sventura degli esseri umani sul pianeta. Trascorsi 99 anni, proprio la notte dell’ultimo dell’anno un povero bambino di cui nessuno si curava, orfano e senza neppure una famiglia adottiva, al riparo in una grotta, aspettava l’anno nuovo. A un tratto vide un bagliore provenire dal fondo della grotta, si diresse verso quella luce e vide che c’era una donna vecchissima che si scaldava vicino a un piccolo fuoco. Il bambino era conosciuto nel villaggio perché nonostante il suo triste passato era sempre disponibile ad aiutare gli altri.

“Siediti qui vicino – disse la vecchia – ho una storia molto lunga da raccontarti e tu devi ascoltarla con attenzione perché, nell’arco del prossimo anno, dovrai raccontarla a tutti gli abitanti del pianeta”.

Così la vecchia raccontò al bambino la storia del Governatore dell’Universo e dei Maghi degli elementi. Il bambino ascoltò con attenzione e poi domandò: “Ma a che serve che io vada nel mondo a raccontare com’era prima il pianeta e quale triste destino ci attende se non riusciamo nell’arco di quest’anno a cambiare le cose? Come posso io convincere tutti gli abitanti del pianeta?”.

“Non preoccuparti – lo tranquillizzò la vecchia – vedrai che succederà; le persone hanno patito per ben 99 anni la furia degli elementi e sono certa che ti crederanno, perché hanno voglia di sperare che un mondo migliore sia possibile. Inoltre, tu sei un bambino speciale: ti ho scelto perché nonostante l’infelicità nella quale hai vissuto, il tuo cuore è rimasto aperto nei confronti del prossimo. Ad ogni modo, porta con te questa pietra magica e vedrai che le persone avranno un motivo in più per crederti”.
E dicendo queste parole la vecchia scomparve, la grotta tornò buia e il bambino si ritrovò da solo. “Devo aver sognato”, disse tra sé e sé. Ma poi, si accorse che stringeva in una mano un grosso sasso perfettamente tondo; sembrava trasparente, ma non appena vi si guardava dentro si poteva vedere il pianeta così com’era prima che gli uomini lo rendessero inospitale: cieli azzurri, prati verdi, acque calme e piccoli falò attorno ai quali la gente si scaldava intonando canti. La pietra consentiva alle persone di vedere il mondo com’era all’inizio dei tempi. Il ragazzino mise il sasso in tasca e partì per compiere quel viaggio che sarebbe durato un anno intero.
Toccò i cinque continenti, incontrò migliaia di persone: a tutti mostrava la pietra e a tutti raccontava la storia che la vecchia gli aveva narrato.
Dopo un anno esatto, proprio la notte dell’ultimo dell’anno, si ritrovò al punto di partenza, in prossimità della grotta nella quale aveva incontrato la vecchia. A dire il vero, non gli sembrava che il mondo fosse cambiato e non era nemmeno sicuro che le persone gli avessero creduto. A un tratto, però, dalla grotta uscì una bellissima fanciulla di cui il ragazzino si innamorò all’istante. “Sei una fata?”, domandò il ragazzo un po’ imbarazzato. “No – rispose la fanciulla – mi ha mandato Madre Natura, che ti è comparsa sotto le sembianze di una vecchia l’anno scorso. Sono stata mandata qui perché sei riuscito nel tuo compito: le persone ti hanno creduto e hanno già cominciato a cambiare il loro atteggiamento nei confronti del pianeta. Ci vorrà un po’ di tempo, ma tornerà quello di prima: l’incantesimo è sciolto.
E così agli uomini è stata data un’altra possibilità che speriamo non vada sprecata. Madre Natura ha intercesso due volte per la specie umana perché l’indulgenza di una madre può far sì che le punizioni abbiano un senso e non siano fini a loro stesse.
Il giovane e la fanciulla crebbero e continuarono ad amarsi, vissero a lungo felici e contenti abitando un pianeta meraviglioso che era tornato come all’inizio dei tempi.