Shall we dance?

Scritto da: Nicla Vozzella

Affermare che la vita è musica non significa voler trovare il lato poetico di ogni cosa (e poi che male ci sarebbe?), ma significa credere fermamente che ciascuno di noi può “sintonizzarsi” e trovare il proprio ritmo.
Comunque meglio dirlo subito: non è facile né riuscire a sentire la musica né trovare il proprio ritmo. Perché ciò accada, infatti, bisogna mollare il controllo e “abbandonarsi” alla vita. Facile a dirsi, meno a farsi. Eppure ci si può riuscire!
Passo dopo passo, senza fretta, possiamo provare a metterci in ascolto. Confrontando con gli altri le nostre esperienze, un fatto sarà subito chiaro: ogni individuo percepisce una musica diversa. Siamo tutti diversi e in ciascuno di noi le note vibrano in modo differente. Tutti, però, possiamo trovare il nostro ritmo speciale e… iniziare a danzare!

Quando si percepiscono delle stonature
“Bello, sì, molto poetico – potrebbe affermare qualcuno –  e come mai allora nella mia vita sembra ci siano solo dei capitomboli, che non solo non mi permettono di danzare, ma talvolta neppure di camminare?”.
Capita, ma è necessario fare un piccolo sforzo per provare a guardare le situazioni con occhi diversi.
Ciò che accade nella vita non è mai “contro di noi” ma è sempre “per noi” e, forse, qualche capitombolo può essere servito per farci ruzzolare via da una strada che avevamo intrapreso ma non era per il nostro “vero” bene. Quando infatti vi sono delle “stonature” significa che siamo stati sviati e non siamo riusciti a sentire la nostra musica e a trovare il nostro ritmo. E ciò non accade perché siamo incapaci, ma solo perché siamo umani e non è sempre facile mettersi davvero in ascolto.
Ciascuno di noi ha dei “rumori” interiori che sovrastano la melodia della nostra musica. Sono l’educazione, i condizionamenti sociali e tanti altri fattori che possono creare distorsioni nelle nostre percezioni e, anche mettendocela tutta, non riusciamo a sentire qual è la giusta vibrazione su cui accordarci.
Allora la vita, nella sua magnanimità, ci dà una mano. Talvolta lo fa in un modo brusco che ci fa soffrire, altre volte con modalità meno dirompenti, ma sempre, in ogni caso, ci porta a cogliere la stonatura: quando la percepiamo significa che siamo già sulla strada per trovare il nostro ritmo. È proprio la stonatura che ci aiuta a tendere l’orecchio per ascoltare meglio!

note musicali in cerchio
Imparare a riconoscere il proprio ritmo
Non è sempre facile accordarsi con la propria musica e, tanto più ci si forza, tanto meno ci si riesce: per connettere davvero la parte di noi più profonda con le note capaci di risuonarci nell’anima bisogna mollare il controllo. Quel controllo che dà false sicurezze e che si rivela il più grande ostacolo alla realizzazione in ogni ambito dell’esistenza: salute, amore, professione.
Se riusciamo a lasciare fluire tutto attraverso di noi riusciremo anche ad accogliere la musica e a trovare un ritmo tutto nostro, magari “non convenzionale”, ma perfettamente sintonizzato con la nostra anima. La musica della vita diventerà allora la “nostra” musica interiore, sarà una guida e ci insegnerà a camminare nell’esistenza a passo di danza.
Occorre precisare che per sentire davvero la musica là fuori e per riuscire a portarla dentro è necessario imparare ad ascoltare noi stessi, non riusciremo a sentire nulla se non avremo imparato ad ascoltare la nostra voce interiore.
Concediamoci tempo, spazio per comprendere cosa ci piace e cosa no, cosa desideriamo davvero e poi incamminiamoci per raggiungerlo.
Cerchiamo di zittire tutte quelle voci intorno a noi (che talvolta sembrano provenire dall’interno) che ci dicono cosa “dovremmo” fare, come “dovremmo” essere.
Quelle sono voci lontane, che vengono da un passato in cui siamo stati abituati a “subordinare” a “condizionare” il nostro essere degni d’amore a fattori esterni: comportamenti, pensieri, emozioni dovevano essere “contenuti” in spazi ben delimitati per poter essere accettati da chi ci stava intorno. Ma la vita è espansione, la musica è espansione e quei limiti, quelle voci, non sono ciò di cui abbiamo bisogno per evolvere.
Facciamo silenzio fuori, ma soprattutto dentro e familiarizziamo con la nostra vera voce; poi, nota dopo nota anche la musica arriverà, troveremo il nostro ritmo e cominceremo a danzare.

ballerinaInvitiamo chi amiamo a danzare con noi
Le persone che seguono la propria musica interiore si riconoscono. È facile individuare chi ha trovato il proprio ritmo. Spesso queste persone si avvicinano l’una all’altra e cominciano a provare insieme alcuni passi di danza.
Se sono persone che hanno davvero la loro musica nel cuore sapranno creare originali coreografie senza preoccuparsi degli schemi: sapranno creare qualcosa di nuovo e vitale. E proprio perché avranno imparato ad ascoltarsi, ancora prima che ad ascoltare, saranno capaci anche amando di ricavarsi degli spazi per danzare da sole; così che la gioia del ritrovarsi e dell’accordarsi al ritmo dell’altro sia sempre vera.
È così che la vita accompagna le persone nei loro cammini individuali e di coppia: nessuno deve rinunciare alla propria musica e al proprio ritmo per convenzione, per senso del dovere, per obbligo sociale o per altri condizionamenti esterni.
Tanto più saremo capaci di danzare da soli, tanto più saremo capaci di trovare spazi per accordarci con gli altri mantenendo sempre la nostra musica nel cuore.
E allora, quando inviteremo l’altro a danzare con noi compiremo un gesto veramente libero di condivisione. Se ci saremo abituati ad ascoltare la musica della nostra vita e a trovare il nostro ritmo interiore, sarà più facile condividere con l’altro alcuni passi di danza senza “pestarci i piedi”: sarà più facile presentarci all’altro senza maschere e dare vita a una coreografia davvero originale e unica.
Quando saremo diventati “danzatori liberi” potremo scoprire che può nascere qualcosa di speciale e meraviglioso dal semplice invito: “vuoi danzare con me?”.

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