Omeopatia

 

A cura di Maurizio Italiano, medico omeopata, docente e ricercatore presso il CSOA (Centro Studi di Omeopatia Applicata) di Milano e la Scuola di Omeopatia Classica Dulcamara di Genova.

 

omeopatiaCos’è l’omeopatia?
È una terapia i cui fondamenti concettuali risalgono al Corpus Hippocraticum (la medicina dei simili e dei contrari) e che fu codificata da Samuel Hahanemann (1755-1843). Il medico tedesco sperimentò l’uso a scopo curativo, in dose non tossica, di sostanze capaci di produrre, in dose tossica, sintomi simili a quelli del malato da curare. Le medicine somministrate, ossia i Rimedi, sono diluiti al fine di ridurre il più possibile gli effetti collaterali. Il loro grado di diluizione solitamente viene indicato con un numero (più è alto più è diluita la sostanza) seguito da CH, che sta per centesimali hahanemanniani. Al fine di rendere efficaci le sostanze diluite, è necessario che siano anche “scosse”, cioè che la soluzione in cui sono disciolte subisca delle succussioni ripetute e standardizzate. Tale procedimento viene definito “dinamizzazione” ed è fondamentale per rendere attiva omeopaticamente la diluizione stessa. Esistono altre sigle che possono contraddistinguere i rimedi in commercio e, tra le più usate, vi sono DH (decimale) K (Korsakoviana) LM (Cinquantamillesimale). Queste sigle definiscono il procedimento (quale tipo di diluizione e di dinamizzazione) utilizzato per la preparazione del Rimedio stesso.

Chi la può prescrivere?
La prescrizione dei Rimedi è un’esclusiva prerogativa del medico.

Quali disturbi cura?
I Rimedi consentono di trattare un’ampia gamma di disturbi purché, gli stessi, siano coperti dall’azione del Rimedio (vedi sopra). Il principio utilizzato è infatti quello che fa riferimento alla cura con il Simile.

Quali disturbi previene?
L’omeopatia, in particolari situazioni e casi, può svolgere anche un’azione preventiva utile a indurre risposte di rinforzo e regolazione del sistema immunitario e, tra l’altro, aiutare ad affrontare i malanni di stagione come le influenze o le allergie.

Quali sono gli strumenti di diagnosi?
Il colloquio con il paziente che non significa solo un’interazione verbale ma anche un’osservazione attenta di tutte le espressioni e modalità reattive comportamentali. Ciò che interessa è tutto quello che risulta utile a costruire un’immagine dinamica del paziente. La sua storia. I sintomi che interessano ai fini di una prescrizione omeopatica non sono solo quelli “generici” ma soprattutto quelli che oltre al fenomeno e alla sua localizzazione (mal di testa, artralgia, mal di stomaco, ecc…) ne descrivono le modalità di comparsa, aggravamento e miglioramento (al mattino al risveglio, piegandosi, migliorato da applicazioni di calore, ecc…) Tutto questo si aggiunge semplicemente a quello che ogni medico svolge e deve svolgere nell’espletamento delle sue funzioni: dalla raccolta dell’anamnesi e l’esame obiettivo fino alla prescrizione terapeutica.

Quali sono gli strumenti di cura?
Le sostanze utilizzate a scopo terapeutico vengono chiamate Rimedi. La più comuni forme di somministrazione sono i globuli e granuli (saccarosio + lattosio) oppure gocce (in soluzione alcolica). Di solito i Rimedi vengono somministrati per via orale, ma talvolta anche per via inalatoria o percutanea. A seconda dell’approccio scelto dal medico il malato può essere curato con un unico rimedio (omeopatia classica), con più rimedi in sequenza (omeopatia pluralista) o con più rimedi contemporaneamente (omeopatia complessista).

Quanti trattamenti in genere sono consigliati?
Il trattamento omeopatico e la posologia di prescrizione sono di stretta pertinenza e valutazione del medico curante. Va detto che le cure possono avere tempi più o meno prolungati a seconda della patologia trattata e della reattività soggettiva, Tuttavia, così come avviene tradizionalmente, vi sono una serie di situazioni acute che traggono giovamento dall’azione immediata della terapia omeopatica accuratamente prescritta.

A quali terapie può essere abbinata?
All’agopuntura, all’osteopatia, in genere alle medicine non convenzionali definite “cure dolci”. Ma l’omeopatia è efficace anche quando viene utilizzata insieme alle terapie farmacologiche di sintesi chimica, perché può ridurne gli effetti collaterali, amplificarne l’effetto e favorire la guarigione del malato. Quest’esperienza è utilizzata in strutture sanitarie “estere” e costituisce la base dell’approccio integrato a vantaggio del paziente.

Quali riconoscimenti legali le sono stati attribuiti?
La Tecnica Omeopatica ha ricevuto un riconoscimento dalla FNOMCeO (Consiglio Nazionale di Terni del 18 Maggio 2002) come Atto Medico ed è inserita nel suo programma attuale insieme ad altre cosiddette CAM (secondo la classificazione dell’OMS – Complementary and Alternative Medicine). Il Rimedio Omeopatico è incluso tra i Farmaci non rimborsabili.

Com’è regolamentata in Italia?
Attualmente l’Omeopatia può essere praticata e prescritta solo da Medici. Vari disegni di legge si sono susseguiti negli anni, così come auspicato da una direttiva della Comunità Europea, al fine di giungere a una definitiva legislazione Nazionale.

Com’è regolamentata all’estero?
All’estero è variamente regolamentata dalle legislazioni nazionali. Certamente i paesi anglosassoni, insieme alla Francia, sono i più progrediti da questo punto di vista per ragioni sia storiche sia sociali. Paradigmatico è il caso della Gran Bretagna dove la formazione e la pratica omeopatica in ambito sanitario (ospedaliero e ambulatoriale) sono gestite e regolamentate da un organismo istituzionale che risponde al Parlamento Britannico ed è la Faculty of Homeopathy of United Kingdom.

Siti utili per informazioni
www.fiamo.it www.siomi.it www.dulcamara.org Sono i siti dove è possibile trovare ulteriori informazioni relative all’Omeopatia e ai medici omeopati italiani.