L’osteopatia in gravidanza

di Nicla Vozzella

osteopatia in gravidanza

L’osteopatia è una terapia manipolativa non convenzionale che può diventare un valido aiuto in gravidanza; serve generalmente a normalizzare l’equilibrio della struttura muscolo-scheletrica ed è utile non solo durante l’attesa, ma varrebbe addirittura la pena di sottoporsi a una seduta anche prima di un concepimento programmato.
Nell’arco dei nove mesi, infatti, alcune parti del corpo saranno sollecitate dallo sviluppo del bambino nell’utero materno: è il caso del bacino e della colonna lombare. L’osteopata, attraverso manipolazioni mirate, ristabilisce l’elasticità dei tessuti, soprattutto quelli connettivali; rende mobili le articolazioni, in particolare quelle sacro-iliache e sacro-lombari e i tessuti che le compongono, ossia i legamenti, le fasce muscolari e le aponeurosi (o aponevrosi, cioè le membrane o fasce fibrose che si avviluppano intorno muscolo, mantenendolo nella sede naturale durante la contrazione).

La prevenzione
L’intervento dell’osteopata può servire sia a scopo preventivo sia quando è necessario correggere un problema: per esempio, quando le strutture muscolo-scheletriche hanno perso una delle loro caratteristiche: la mobilità o l’elasticità. Quando c’è un problema antecedente alla gravidanza, possono rendersi necessarie dalle due alle cinque sedute per ritornare in equilibrio. Se, invece, non vi sono problemi preesistenti, può bastare anche un unico incontro all’inizio della gravidanza, ed eventualmente, un controllo dopo un mese per verificare che la normalizzazione si mantenga. Lo schema di incontri per una gravidanza fisiologica può anche essere costituito da: una seduta al terzo mese di gravidanza, una intorno al quinto e una verso gli otto-nove mesi. In caso di particolari problemi, sarà l’osteopata a suggerire di volta in volta la cadenza degli incontri.

La terapia
È normale che durante la gravidanza si modifichi l’assetto muscolo-scheletrico perché il corpo materno deve accogliere e dare spazio al bambino che cresce nell’utero. A causa di questi cambiamenti, del tutto fisiologici, aumenta anche il carico sulla colonna vertebrale e si spostano le linee di forza o di gravità dell’apparato muscolo-scheletrico. Così possono insorgere alcuni problemi specifici, come le lombalgie, le lombosciatalgie e i dolori alle gambe. Queste piccole patologie devono essere normalizzate subito, poi dovranno essere eseguiti controlli piuttosto ravvicinati per verificare che l’equilibrio si mantenga; infatti, è necessario controllare che le linee di gravità, che tengono in equilibrio il corpo, non si spostino nuovamente. Contro i disturbi dei primi mesiL’osteopatia può dare sollievo già nel primo trimestre di gravidanza quando è frequente la nausea. In questo caso, infatti, l’osteopata agisce normalizzando le innervazioni del sistema nervoso autonomo, che sono strettamente connesse ai visceri che controllano la nausea. Si placa così la sensazione di nausea. Applicando le tecniche viscerali, ma anche quelle cranio-sacrali ad esse connesse, si può risolvere un problema tipico dell’attesa senza l’utilizzo di farmaci o diete particolari.

Negli ultimi mesi
Al termine della gravidanza, quando il pancione diventa ingombrante, è più difficile trovare la posizione corretta per addormentarsi; a volte, invece, a far perdere il sonno sono le preoccupazioni per i cambiamenti di vita, inevitabili dopo la nascita del bambino. L’osteopatia non agisce direttamente sulla problematica del sonno, tuttavia indirettamente può risolvere l’inconveniente. Infatti, normalizzando la struttura muscolo-schletrica e stabilizzando le innervazioni ad essa connesse, la futura mamma recupererà anche il sonno. In questo caso il terapista mette in pratica una tecnica che si chiama “rebalancing cranio sacrale”: agisce sul sistema neuroendocrino e ristabilizza la fisiologia dell’organismo, migliorando la funzionalità degli apparati in modo che i ritmi sonno/veglia si normalizzino. L’azione sul sistema neuroendocrino consente anche il rilascio delle endorfine, gli ormoni del buonumore, che facilitano il sonno.

Le controindicazioni
A dire il vero grandi controindicazioni all’osteopatia in gravidanza non ce ne sono. E le precauzioni che vengono messe in atto sono prevalentemente di tipo tecnico: si evita, per esempio, di eseguire alcune manipolazioni un po’ cruente che potrebbero causare delle contrazioni all’utero. Si tratta, in linea di massima, di preferire alcune strategie rispetto ad altre. Infatti, il punto di forza dell’osteopatia è avere a disposizione un vasto arsenale di tecniche che spaziano da quelle molto dolci, come le manipolazioni del cranio, a quelle più forti che sono le tecniche strutturali più “robuste”. Di queste ultime fanno parte i thrust, cioè quelle manipolazioni che fanno sentire il caratteristico “crack” durante l’esecuzione.

Un aiuto diretto al bambino
Ci sono alcune procedure molto delicate adatte a far rivolgere un bambino che si presenta podalico. Tutto dipende dall’esperienza dell’osteopata a trattare casi simili. E poi, occorre verificare che il mancato rivolgimento non sia da attribuire a impedimenti, come il cordone ombelicale intorno al collo del bebè, oppure che si tratti di un bambino troppo grosso rispetto al bacino materno. In questi casi, spesso il cesareo è l’unica soluzione. L’osteopatia è d’aiuto anche per garantire un corretto allattamento del neonato; infatti, riequilibrando il sistema neuroendocrino materno, viene favorita la risposta della ghiandola mammaria alla suzione. Un corretto approccio osteopatico può aiutare anche la madre ad assumere la postura più corretta facilitando l’allattamento. Durante le prime settimane di vita, infine, si può sottoporre anche il neonato a una seduta di osteopatia. Le manipolazioni dello specialista regolarizzano le delicate strutture del bebè che sono state messe a dura prova durante il parto. In questo modo si garantisce al piccolo una “buona partenza” in perfetto equilibrio neurofisiologico. L’osteopatia, in epoca neonatale, svolge una regolarizzazione del ritmo sonno/veglia e anche della digestione delle poppate, evitando così le coliche gassose o il vomito a getto.

Le tecniche dell’osteopatia
Il bagaglio tecnico a disposizione dell’osteopata è molto ricco e vario; si compone di tecniche dirette (di cui fanno parte diverse tipologie manuali più decise) come, per esempio i “thrust”, ossia la classica manipolazione articolare, e di tecniche indirette (di cui fanno parte le manipolazioni “dolci” come, per esempio, quelle che agiscono sulle fasce muscolari e le tecniche cosiddette cranio sacrali). Sarà l’osteopata, grazie a un’adeguata formazione teorica e pratica, a scegliere il tipo di tecnica più adatta per quel paziente e per il suo specifico problema.

Gli esercizi da fare da sole
Sia durante la gravidanza sia durante l’allattamento l’osteopata, può insegnare alla donna come gestire il proprio corpo al meglio e come eseguire semplici esercizi di prevenzione o di mantenimento dell’equilibrio strutturale. Il terapeuta spiegherà come mantenere la postura corretta e come non caricare troppo il peso su alcune componenti muscolo-scheletriche. Può essere utile anche abbinare all’osteopatia la terapia Bertelè-Meziere: è costituita da una serie di esercizi di allungamento, atti a togliere la tensione alle catene muscolari posteriori della schiena, che sono costantemente contratte e retratte in gravidanza, perché la donna tende a controbilanciare il peso della pancia incurvandosi all’indietro. Liberando le tensioni di questa parte del corpo si crea un beneficio a tutto l’organismo. Di solito sono necessarie una o due sedute all’inizio della gravidanza e una mensile di mantenimento. Molto dipende da come il terapista riesce ad allentare la tensione della muscolatura.