Pau d’arco

PAU D’ARCO, o Tabebuia impetiginosa – nota anche come Lapacho nella tradizione Inca – è una pianta diffusa in Sud America; in fitoterapia viene utilizzata la sua corteccia che ha la proprietà – una volta eliminata dalla pianta – di rigenerarsi molto rapidamente. Questa capacità ha indotto a cercarne i principi attivi e gli studi hanno confermato la presenza di chinoni, in particolare il lapacholo che possiede elevate capacità antivirali, antibatteriche e antimicotiche. La sua azione si esplica attraverso l’inibizione delle reazioni enzimatiche che portano alla replicazione virale. La corteccia di Pau d’arco possiede anche un’azione antiinfiammatoria, che si rivela utile per evitare di lasciare che nell’organismo vi sia un terreno che possa favorire la replicazione virale, batterica e fungina.
I guaritori inca chiamavano questo albero Tajibo, ovvero, “colui che uccide i mali”; in effetti, oltre alle potenzialità curative della sua corteccia, questo è uno dei pochi alberi, se non l’unico, a essere del tutto immune all’attacco dei funghi. Il rimedio estratto dalla radice viene utilizzato, fin da tempi remoti, nei confronti del virus dell’herpes e dei funghi tipo la candida. Poiché agisce direttamente sul sistema immunitario, sollecitandolo, l’uso deve essere strettamente indicato dal medico.