Possiamo “creare” la pace

di Nicla Vozzella

A Montichiari, Brescia, si è tenuto l’incontro “Fractal Time: the Promise of Our Future, in the Cyles of Our Past”: mattatore della serata Gregg Braden, scienziato e autore americano che è stato capace di gettare un ponte fra scienza e spiritualità.

Gregg Braden
Gregg Braden

La promessa enunciata dal titolo dell’incontro è stata mantenuta: nella prima parte della serata, usando la geometria dei frattali, Braden ha analizzato i cicli del passato evidenziando come l’umanità sia giunta alla fine di un’epoca. Come varcare le soglie della nuova era è una scelta che spetta al libero arbitrio dell’uomo. Proprio per trovare come canalizzare efficacemente le nostre risorse, nella seconda parte della serata, analizzando testi antichi e studi scientifici moderni, Braden ha evidenziato come il cuore sia in grado di guidare le nostre azioni in modo più efficace e funzionale rispetto al cervello.
Il concetto non è nuovo, ma in questa occasione se ne è parlato senza quell’aura di buonismo e quella connotazione tipica della New Age che mancano di concretezza.

Giunti al bivio
Braden ha esordito citando uno speciale del 2005 di Scientific American nel quale alcuni scienziati avevano elencato quali sarebbero stati i segnali utili per identificare la fine di un ciclo per il pianeta e per l’umanità; dal brainstorming del 2005 furono individuati i seguenti elementi:
– il cambiamento del clima,
– l’insorgenza di nuove patologie,
– la carenza di risorse alimentari,
– i focolai di guerre sparse per il pianeta,
– le proliferazioni nucleari,
– il crollo dell’economia mondiale.
Spuntando gli elementi della check list non possiamo avere dubbi sul fatto che siamo giunti davvero al fatidico momento, ovvero al “Crossroads for Planet Earth”, come intitolava lo speciale di SciAm. copertina Science
Il momento critico che stiamo vivendo è però ricco di potenzialità, perché da qui l’umanità può ripartire per orientare il nuovo ciclo che l’attende verso un’evoluzione positiva piuttosto che ripetere gli stessi schemi del passato.
Per evidenziare il parallelismo fra situazioni del presente ed eventi del passato Braden ha utilizzato la geometria dei frattali, che evidenzia come il mondo, la natura, la vita umana stessa abbiano in sé una sorta di “struttura” di base che tende a ripetersi e che, in determinate situazioni, ha precise possibilità di manifestarsi. Un particolare software, utilizzato durante la convention bresciana, ha permesso a Braden di dimostrare con esempi pratici come dai cicli del passato si può prevedere la probabilità che si verifichino situazioni analoghe nel presente. Ecco alcuni esempi: il 2010 ha le medesime caratteristiche del 1929 quando si verificò la grande crisi e infatti questo è stato un anno particolarmente difficile per l’economia; e ancora, nel 2001 l’attacco sul suolo americano alle Twin Towers avvenne mentre sussistevano le medesime condizioni del 1941 quando si verificò l’attacco di Pearl Harbor; infine, nel 2011, sempre secondo il calcolo frattale, potrebbero verificarsi le stesse condizioni che hanno portato al primo conflitto mondiale. I cicli del passato, quindi, possono aiutarci a dare una svolta in senso positivo al nostro futuro.

La via del cuore
Nella seconda parte della serata Braden ha illustrato, avvalendosi di alcune sacre scritture e di studi scientifici moderni, come l’essere umano può orientare non solo la propria vita ma l’intera umanità alla compassione. Lo si può fare arrivando a sentirsi tutt’uno con gli altri esseri umani e con l’universo intero. Contrariamente a quanto si può essere indotti a credere, Braden non parla di un’azione del cuore astratta; anzi, egli si radica nel concreto e parte proprio dal particolare sottolineando quanto sia fondamentale mantenere la “coerenza cardiaca” (cioè fare in modo che il battito cardiaco diventi un fluire armonico all’interno del corpo e crei uno stato di benessere profondo) non solo per mantenersi in salute ma anche per riuscire a mettersi in una profonda relazione di equilibrio con gli altri e con il mondo.
La coerenza cardiaca la si può ottenere grazie alla meditazione, alla respirazione addominale e ad altre tecniche di rilassamento; è infatti utilizzata in tutte le tradizioni spirituali: c’è chi la chiama compassione, chi centratura sul cuore, chi in altro modo, ma nella pratica non cambia.
Perché è così importante trovare questa pace interiore che non è solo emotiva ma anche fisiologica? Perché il cuore è il nostro motore ed è quello che ci permette di aumentare le nostre aspettative di vita: sono proprio le malattie cardiovascolari la principale causa di morte. Tuttavia c’è anche altro: infatti, secondo alcuni studi compiuti dall’Istituto HeartMath, il campo elettromagnetico del cuore (che si ritiene abbia la forma di una grande ciambella, detta “toro o toroide”) si estende per circa 1,5-2,4 metri intorno alla persona e sarebbe proprio questa estensione della “sfera d’influenza del cuore” a renderci capaci di entrare in sintonia con gli altri e di “contagiarci” vicendevolmente con i nostri stati emotivi.

L'influenza reciproca dei "campi" del cuore
L’influenza reciproca dei “campi” del cuore

È evidente come questa possibilità sia in grado di influire con un effetto domino su tutti i componenti della specie umana. Ma c’è di più. Secondo Braden, e non solo lui, l’universo non sarebbe vuoto ma intessuto di una matrice energetica che ci collega tutti; questa energia universale preesistente ed eterna, che Braden chiama Matrix divina ma che già Max Planck definiva “matrice”, è qualcosa che tutti condividiamo e che tutti possiamo modificare nella misura in cui vi partecipiamo.

Tutto è uno
La realtà, quindi, non è fissa e immutabile: è fluida, in continuo divenire ed è fatta della stessa materia e della stessa energia di cui è fatto l’uomo. Proprio per questo per ciascuno di noi è possibile accedere al campo energetico che mantiene in essere l’universo e agire dal suo interno. Non è né fantascienza né magia, è l’esercizio dell’intenzione che può essere messa in atto centrandosi sul proprio cuore e immaginando il futuro come già realizzato (per approfondire si rimanda ai libri di Braden, pubblicati in Italia da Macro o alle sue interviste presenti nel web).
Da questo punto di vista la realtà ci appare come un insieme di diverse manifestazioni della Matrix Divina. È dunque modificando il nostro stato prima e interagendo gli uni con gli altri poi che possiamo avvicinarci alla nuova era provando a cambiare gli schemi del passato che finora hanno portato guerra e sofferenza. Il bivio al quale ci troviamo, la crisi che globalmente stiamo attraversando, diventano un’opportunità formidabile per riuscire ad approdare al punto di scelta che ci si presenterà nel prossimo biennio orientando il nostro futuro modificando radicalmente gli schemi che abbiamo usato nel passato.
È in questo modo, detto molto semplicisticamente (per approfondire rimandiamo ai libri di Braden editi in Italia da Macro), che tutti insieme possiamo concorre a co-creare la pace a livello globale e secondo le stesse modalità: cioè sfruttando i momenti di crisi personale, centrandoci sul nostro cuore e raggiungendo la consapevolezza che facciamo parte del tutto, che possiamo giungere persino a modificare la Matrix Divina che crea la nostra realtà; in tal modo potremo anche realizzare i nostri più profondi desideri personali di amore e abbondanza. Ciascuno di noi può diventare co-creatore della pace e co-creatore della propria felicità personale vivendo come se il desiderio si fosse già avverato; questo è il primo passo per co-creare la pace e per essere co-creatori anche della nostra realtà quotidiana. Citando Neville, autore caro a Braden, si può affermare quindi: “Trasformate il vostro sogno del futuro in un fatto del presente”.