Svegli e allegri con le noci

noci
Il sistema nervoso può, con molta approssimazione, essere paragonato a un computer: il software, l’impulso nervoso che porta al pensiero e all’azione ha bisogno di un hardware, i neuroni. Ma l’hardware, per essere efficiente, necessita di manutenzione. E il nostro computer fisiologico può trovare ciò di cui ha bisogno, per funzionare a pieno regime, nelle noci e nella frutta secca in generale (mandorle, nocciole, pinoli etc.).
Le noci fanno parte della dieta mediterranea sin dalle sue origini. Già ai tempi dei greci e poi dei romani il consumo di questo alimento era considerato fondamentale per salvaguardare la salute del corpo e della mente. Nel medioevo la scuola medica salernitana riteneva la noce un alimento bilanciato e insostituibile. Inoltre, la “teoria della segnatura” medioevale (che stabilisce una similitudine fra l’organo da curare e la sostanza utilizzata come rimedio) attribuiva al gheriglio, così simile al cervello, il potere di curare quest’organo. Ma la teoria medioevale trova conferme nella biochimica moderna che riscontra nella noce sostanze utilissime per il sistema nervoso.

Una rigenerazione continua
La frutta secca è ricca di acidi grassi essenziali del tipo omega 3 (alfa-linolenico) e omega 6 (acido-linoleico) che sono i principali costituenti delle membrane cellulari. L’organismo non è in grado di sintetizzare queste sostanze e deve forzatamente introdurle con la dieta. Mangiare noci significa  fornire nuovo materiale per la ricostruzione delle cellule. La continua rigenerazione mantiene giovane il sistema nervoso e il cervello: infatti, se è vero che dopo i 25-30 anni il numero di neuroni non aumenta più è altrettanto vero che per tutta la vita le cellule cerebrali hanno bisogno di rinnovarsi per mantenere i collegamenti esistenti e stabilirne di nuovi.

Neuroni e fibre nervose
Il neurone è costituito da un corpo centrale, da lunghi filamenti da cui partono gli impulsi nervosi (assoni) e da piccoli filamenti ramificati attraverso cui gli impulsi, invece, afferiscono (dentriti). La zona terminale dei dendriti e degli assoni si chiama sinapsi. Fra una sinapsi e l’altra avviene lo scambio di informazioni grazie a sostanze chimiche (neurotrasmettitori) che vengono liberate a seguito dell’impulso nervoso. Tutto il neurone è rivestito da una guaina mielinica ricca di acidi grassi essenziali; è grazie a questa guaina che l’impulso può viaggiare velocemente dal cervello alla periferia del corpo e viceversa.

Acidi grassi e amninoacidi
Gli acidi grassi presenti nella frutta secca aiutano a mantenere in efficienza i neuroni e a favorire il passaggio dell’impulso nervoso. Ma c’è di più. La frutta secca è ricca di altre sostanze come alcuni aminoacidi e vitamine che l’organismo non può produrre da solo. Fra gli aminoacidi ci sono l’alanina e l’acido glutammico, che favoriscono e implementano la trasmissione nervosa. C’è poi l’arginina, che interviene nella regolazione dell’ormone della crescita (il Growth Hormon); l’ormone che serve ai bambini per diventare adulti e agli adulti per rigenerare le strutture dell’organismo (fra cui anche le cellule nervose). Fra le vitamine contenute nelle noci sono da segnalare la B1, agevola la trasmissione dell’impulso nervoso mentre le vitamine A ed E, potenti antiossidanti, contrastano l’invecchiamento delle cellule e dei tessuti.
Se tutte queste sostanze migliorano il funzionamento del sistema nervoso e, di conseguenza, agevolano l’apprendimento, altre sostanze presenti nelle noci possono agire sull’umore e hanno una funzione blandamente antidepressiva: sono il triptofano e la tirosina, aminoacidi precursori della serotonina, l’ormone del buon umore.

Pochi ma indispensabili
Presenti nelle noci in piccolissima quantità, ma non per questo meno importanti, sono alcuni oligoelmenti come zinco, selenio e magnesio: sono utili per favorire (innescano e accelerano, dunque catalizzano) le reazioni del metabolismo. Ma c’è anche un altro elemento presente in tracce: il boro, un importante stimolante della funzionalità cerebrale. Così importante che anche una minima carenza di questo elemento viene riscontrata dall’elettroencefalogramma con un aumento delle onde Teta, segno cerebrale dello stato di pre sonno. Integrare la dieta con le noci e con il boro in esse contenuto significa, dunque, dare una “svegliata” alle facoltà intellettive.

Da evitarle solo se…
Fra le varie sostanze preziose delle noci e della frutta secca in generale ci sono le fibre, che sono utili per favorire la motilità intestinale. Tuttavia, se si soffre di morbo di Crohn (un’infiammazione cronica dell’intestino) oppure di colite è meglio evitare di mangiarle perché solleciterebbero troppo l’intestino.

Ne bastano davvero poche
Gli acidi grassi contenuti nelle noci favoriscono il mantenimento della struttura cellulare, prevengono l’azione delle sostanze ossidanti che degradano le cellule e consentono di mantenere l’hardware in efficienza, contrastando così il passare del tempo. Grazie all’apporto di acidi grassi, di aminoacidi e di oligoelementi l’acutezza mentale e il buon umore resisteranno al passare degli anni. E per ottenere tutti questi vantaggi bastano 3-5 noci al giorno. Se si segue un regime dietetico ipocalorico ci si può limitare a 3.