Tulsi, Basilico santo

L’Ocinum sanctum – (Ocimum tenuiflorum L. 1753) – comunemente detto Tulsi o Tulasi è il basilico sacro della tradizione indiana.
Nella tradizione Hindu si ritiene che “apra le porte del cielo” sul petto delle persone morenti. Si usa quindi poggiarlo sul petto di chi sta lasciando la dimensione terrena e poi lo si usa per aromatizzare l’acqua usata per lavare le salme.
Singolare è che anche per la medicina tradizionale cinese vi siano degli agopunti, nella zona del collo, chiamati proprio “finestre del cielo”.
I principi attivi del Tulsi variano anche a seconda della zona in cui cresce. Il suo componente più noto è l’eugenolo – con formula C10H12O2 – che è fortemente aromatico, ha un profumo speziato, pungente, simile ai chiodi di garofano. Le principali attività di questa molecola sono antisettiche e anestetiche. Possiede una blanda azione anestetica locale e per questo viene usato per il mal di denti, sfruttando anche la sua attività disinfettante.
L’aroma esalato dal tulsi tea – in cui si usano le parti aeree – ne fa un piacevole coadiuvo in caso di raffreddore e influenza.
Il Tulsi possiede anche un’azione carminativa, può quindi essere utile per favorire l’attività digestiva.
Non è da utilizzare in gravidanza e in allattamento.