Il fine vita, aspetti medici e psicologici

Dott. Flavio Mombelli
Dott. Flavio Mombelli

“Quando ci troviamo di fronte a un lutto dobbiamo individuare e curare il dolore psichico”, spiega Flavio Mombelli, medico e psicoterapeuta, ex anestesista e rianimatore dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Il dolore sine materia è il più complesso da affrontare e se viene trascurato, o peggio negato, può anche portare al suicidio nelle primissime fasi del lutto o alla depressione quando si cronicizza.

Ovviamente questi sono i casi limite, ma bisogna prenderli in considerazione se si vuole aiutare in modo adeguato chi ha subito un lutto o chi ha ricevuto una diagnosi infausta.

Sotto alla piccola cupola della sagrestia del Bramante, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano, si sono succedute, di giovedì in giovedì, quattro conferenze che hanno avuto per tema il fine vita concentrandosi di volta in volta sull’aspetto medico, psicologico, etico-legale e del sostegno al paziente.

Come sempre l’approccio multidisciplinare si rivela il più adeguato per approfondire un tema difficile come è quello della morte e del morire. Un tema complesso da affrontare per il tipo di dinamiche coinvolte.

Se come sosteneva Freud, “l’uomo è incapace di pensarsi mortale“, è altrettanto vero, che il malato e il morente hanno la necessità di ricevere sostegno e contenimento empatico delle proprie sofferenze. Descrive bene questo bisogno Tolstoj: “Ivan Il’ic in certi momenti, dopo lunghe sofferenze, anche se si sarebbe vergognato di confessarlo, avrebbe voluto che lo considerassero come un bambino malato, che qualcuno avesse compassione di lui, avrebbe voluto che lo accarezzassero, lo baciassero, piangessero su di lui come si accarezzano e si consolano i bambini.”

Fornire un ascolto competente e aiutare a esternare i propri vissuti emotivi è quindi un primo passo per avviare il superamento di una crisi esistenziale che può riguardare chi è malato, chi sta morendo e chi ha subito un lutto.

Il ciclo di conferenze si concluderà con un intervento del frate domenicano, il dottor Roberto Giorgis, che affronterà il fine vita dalla prospettiva del credente.